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Crypto-mining, 5 nm in vista: Bitmain piazza i primi ordini a TSMC

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Il crypto-mining è pronto per la “promozione” ai 5 nm: le fonti di DigiTimes hanno dichiarato ieri che Bitmain ha piazzato i suoi primi ordini di produzione di chip su quello che è attualmente il processo più evoluto al mondo presso TSMC. Bitmain è una delle principali produttrici di sistemi specializzati nell’estrazione di criptovalute: appena qualche giorno fa ha presentato Antminer E9, un sistema dedicato a Ether, la valuta del momento.

Questi sistemi impiegano chip, noti come ASIC (Application-Specific Integrated Circuit) estremamente specializzati, ma per nulla versatili: in pratica sanno fare una sola operazione, ma con velocità estreme rispetto a processori più generalisti, come quelli delle GPU. Antminer E9, per esempio, è in grado di eguagliare la bellezza di 32 GPU NVIDIA RTX 3080 nell’estrazione di Ether, ma non fa girare nemmeno Wolfenstein 3D – in effetti non è nemmeno in grado di adattarsi a estrarre altre valute, come per esempio il bitcoin. È interessante osservare che è possibile creare ASIC dedicati a ogni tipo di operazione: in effetti si trovano anche sulle GPU NVIDIA e AMD di ultima generazione – sono i core che si occupano del ray tracing in tempo reale.

La fonte dice che il primo miner a 5 nm di Bitmain arriverà sul mercato intorno al terzo trimestre del 2021, ma pare che nel primo periodo le disponibilità saranno limitate. Ci vorrà il primo trimestre del 2022 per arrivare a regime. Noi non possiamo che fare il tifo: più ASIC dedicati al mining ci sono in commercio, più possibilità abbiamo di riuscire a trovare GPU per giocare. La frenesia da criptovaluta è uno dei grandi fattori della crisi di chip in cui versiamo in questo momento, insieme alla pandemia di COVID-19.

Il fatto che il miglior processo produttivo su piazza, che solitamente è dedicato a SoC e processori mobile, ora sia accessibile anche per dispositivi dedicati al mining di criptovalute, è comunque un indicatore piuttosto chiaro di quanto questo settore sia diventato rilevante. Semplificando moltissimo, un processo produttivo più raffinato permette di incrementare la densità di transistor di un processore, portando quindi a chip più potenti a parità di dimensioni, oppure più piccoli, e quindi più efficienti nel consumo energetico a parità di numero di transistor; oppure, che è quello che succede di solito, una via di mezzo.

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