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Nvidia, sequestrate 300 gpu cmp 30hx per tentato contrabbando in cina

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NVIDIA ha annunciato la linea di schede grafiche CMP per il mining di criptovalute nei primi mesi del 2021, ma i primi modelli sono già in vendita nel corso di questo primo trimestre. Per i miner asiatici però si presenta un problema, dato che le autorità hanno limitato le operazioni in alcune province; dunque, si stanno dedicando al contrabbando.

Secondo quanto riportato da MyDrivers, le autorità doganali di Hong Kong avrebbero infatti sequestrato un lotto di 300 schede grafiche CMP 30HX destinate a mining farm in Cina alla luce dei divieti posti dal governo del Dragone in province specifiche del suo territorio, molto probabilmente a causa dell’elevatissimo consumo di energia elettrica che avrebbe comportato anche gravi interruzioni di corrente in Iran e picchi di consumo in Mongolia, dove i miner stessi stavano cercando di aggirare le limitazioni imposte.

Il tentativo da parte di NVIDIA di combattere la carenza delle sue schede grafiche da gaming della serie GeForce RTX 3000 sta dunque avendo effetti non catastrofici ma importanti sul mondo del mining in Asia, dato che la linea CMP o Crypto Mining Processor è pure prodotta e venduta solo secondo le ordinazioni dei clienti.

Parlando un po’ più nel dettaglio della linea di GPU dedicate al farming di criptovalute, tutti i modelli sono basati sull’architettura Turing con produzione a 12 nanometri: il modello 50HX presenta la GPU TU102 GPU-100 e ha una scheda molto simile alla PG150 vista sulla RTX 2080 Ti, per 10 GB di memoria; 40HX si basa sulla GPU TU106-100 e sulla scheda PG161, per 8 GB di memoria; infine, 30HX si basa sulle schede TU116-100 e PG161 ed è dotato di 6 GB di memoria.

Intanto NVIDIA pensa a stringere accordi di fornitura con società di mining, tra cui Hut 8 Corp che dovrebbe ricevere una quantità incredibile di schede video CMP per circa 30 milioni di dollari di valore complessivo.

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