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Criptovalute, la Cina chiude il 90% delle sue attività di mining. In forte calo Bitcoin, Dogecoin ed Ethereum

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Con la chiusura nella regione del Sichuan di 26 attività di mining, l’estrazione complessiva di Bitcoin della Cina verrà ridotta del 90% e quella mondiale di un terzo. Il contraccolpo sul mercato è già arrivato.

La Cina ha deciso una stretta sulle criptovalute per frenarne il trading speculativo, chiudendo diverse attività di mining nella provincia di Sichuan, nel sud ovest della Cina, nota per essere la culla di molti minatori. Si stima che le chiusure porteranno a una riduzione dell’estrazione di Bitcoin del 90% nell’area cinese. A seguito di questa decisione, il mercato mondiale delle criptovalute ha mostrato segnali di indebolimento che hanno confermato la tendenza al ribasso.

La Cina ferma l’estrazione delle criptovalute

Dal 20 giugno scorso molte attività di mining sono state chiuse dopo che le autorità locali hanno ordinato di fermare l’estrazione di criptovalute. La decisione segue quella del Consiglio di Stato Cinese che a livello nazionale si era espresso in maggio per la riduzione delle attività di mining con queste parole: “Bisogna reprimere il mining di bitcoin e le sue pratiche commerciali e prevenire la trasmissione dei rischi individuali al settore sociale.” La Cina si è quindi detta preoccupata del trading speculativo delle criptovalute che potrebbe contaminare ed essere un rischio per l’economia reale.

L’avviso delle autorità del Sichuan emesso venerdì non lascia adito a dubbi circa la durezza da applicare nei confronti delle criptovalute, dato che ha ordinato alle aziende elettriche locali di “controllare, terminare e bonificare” entro domenica le 26 attività di mining segnalate.

I minatori cinesi erano già stati colpiti nelle aree del nord della nazione e con la chiusura di quelle di Sichuan, a sud ovest, si prevede che l’estrazione di bitcoin sarà chiusa per una quota complessiva del 90%.

La piattaforma BankLedger, che offre servizi agli sviluppatori di applicazioni blockchain e che opera soprattutto nel mercato cinese, ha detto al Global Times che “più del 90% della capacità di mining di bitcoin, o un terzo della potenza di elaborazione della rete globale di criptovalute, sarà sospeso a breve termine. Di conseguenza, i minatori cinesi dovranno formare alleanze per migrare all’estero, in luoghi come il Nord America e la Russia.”

Nelle ultime 24 ore tutte le principali criptovalute, stando alle analisi di Coinbase, sono in calo, ma confermano comunque il trend della settimana passata che segna un -22% di media per le prime nove criptovalute, con Dogecoin che fa registrare un preoccupante -41%.

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