19 Settembre 2026 12:04
VISIONEDIGITALE / STORIE17.09.2026

Bollo auto 2027 sospeso: chi non pagherà, limite degli 80 kW e cosa cambia davvero

bollo auto 2027

Nel 2027 milioni di automobilisti italiani potrebbero non dover pagare il bollo auto. Il Consiglio dei ministri ha approvato un’esenzione per le vetture fino a 80 kW e, in determinate condizioni, per motocicli e ciclomotori. Ma attenzione: almeno per il momento non si può parlare di abolizione definitiva della tassa.

Il Consiglio dei ministri del 16 settembre 2026 ha approvato un decreto-legge che contiene, tra le misure fiscali, una significativa novità per gli automobilisti: l’esenzione dal pagamento del bollo auto per il 2027 per una parte consistente dei veicoli circolanti in Italia.

La misura riguarda principalmente le autovetture a benzina e diesel, comprese quelle ibride, con potenza non superiore a 80 kW, equivalenti a circa 109 CV. L’agevolazione è limitata a un solo veicolo per contribuente.

Bollo auto 2027: sospensione o abolizione?

È probabilmente questo l’aspetto sul quale è necessario fare maggiore chiarezza.

Nelle ore successive al Consiglio dei ministri diversi titoli hanno parlato di “abolizione del bollo auto”. Il provvedimento approvato, però, dispone concretamente l’esenzione per i versamenti con scadenza nel periodo compreso tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.

Il comunicato relativo al Consiglio dei ministri precisa che l’esenzione viene introdotta per il 2027 «nella prospettiva di una successiva abolizione a regime del tributo», alla quale il Governo intende lavorare attraverso la prossima legge di bilancio.

In altre parole: il mancato pagamento nel 2027 è la misura attualmente approvata; l’abolizione permanente dovrà essere oggetto di ulteriori interventi normativi.

Chi non pagherà il bollo nel 2027

Secondo quanto approvato dal Governo, l’esenzione interesserà le persone fisiche proprietarie — e gli altri soggetti passivi indicati dalla disciplina, compresi alcuni utilizzatori in leasing o noleggio — di automobili:

  • alimentate a benzina;
  • alimentate a gasolio;
  • con alimentazione ibrida benzina/elettrica o diesel/elettrica;
  • con una potenza non superiore a 80 kW;
  • regolarmente assicurate.

La potenza da prendere come riferimento non è quella pubblicizzata commercialmente dal costruttore, ma quella indicata sulla carta di circolazione, generalmente alla voce P.2, espressa in kilowatt.

La soglia di 80 kW corrisponde a circa 108,8 cavalli, arrotondati normalmente a 109 CV.

Quante auto saranno interessate?

Secondo le stime diffuse dal Governo, la misura dovrebbe coinvolgere complessivamente circa 14,5 milioni di veicoli.

Per quanto riguarda le automobili, la fascia fino a 80 kW rappresenterebbe oltre il 70% delle vetture considerate dalla misura, comprendendo moltissime citycar, utilitarie e alcune versioni di crossover e piccoli SUV.

Non basta però conoscere il modello dell’auto.

Una Renault Clio, una Fiat 500, una Toyota Yaris o qualsiasi altro modello può infatti essere commercializzato con motorizzazioni di potenza molto diversa. Due auto esteticamente identiche potrebbero quindi trovarsi una sotto e una sopra la soglia degli 80 kW.

La verifica decisiva dovrà essere effettuata sul libretto.

Se possiedo due automobili?

L’esenzione non vale per tutti i veicoli intestati alla stessa persona.

Ogni contribuente potrà beneficiare dell’agevolazione per un solo mezzo.

Se una persona possiede più automobili che rispettano i requisiti, l’esenzione viene attribuita alla vettura con la potenza più bassa.

In caso di uguale potenza, la regola prevista individua il veicolo per il quale, in assenza dell’agevolazione, sarebbe dovuto l’importo del bollo più basso.

Il contribuente, quindi, non dovrebbe poter scegliere liberamente quale delle proprie automobili esentare.

E moto e ciclomotori?

La misura riguarda anche motocicli e ciclomotori.

Esiste però una gerarchia: se il contribuente possiede già un’automobile che può beneficiare dell’esenzione, non potrà utilizzare una seconda agevolazione anche per la moto.

Il comunicato relativo al Consiglio dei ministri specifica infatti che chi non possiede un’autovettura rientrante nei limiti previsti può beneficiare dell’esenzione relativamente a un motociclo o ciclomotore.

Anche in questo caso, dunque, il principio generale è quello di una sola esenzione per contribuente.

Le auto elettriche sono comprese?

La nuova agevolazione è stata costruita principalmente per automobili alimentate a benzina o gasolio, comprese le ibride.

Le vetture completamente elettriche seguono invece le agevolazioni già previste dalla normativa nazionale e regionale, che possono variare a seconda della Regione di residenza e dell’anzianità del veicolo.

Per questo motivo chi possiede un’elettrica dovrà continuare a verificare le regole applicabili nella propria Regione e non considerare automaticamente questa nuova disposizione come sostitutiva delle agevolazioni già esistenti.

Quanto si risparmia?

Il risparmio dipende dalla Regione di residenza, dalla classe ambientale e dalla potenza dell’automobile.

Prendendo come riferimento la tariffa base di 2,58 euro per kW applicata alle automobili Euro 4, Euro 5 ed Euro 6 fino a 100 kW, Altroconsumo ha calcolato alcuni esempi indicativi.

Un’auto da:

  • 44 kW avrebbe un risparmio indicativo di circa 113,52 euro;
  • 48 kW di circa 123,84 euro;
  • 51 kW di circa 131,58 euro;
  • 53 kW di circa 136,74 euro;
  • 55 kW di circa 141,90 euro.

Sono però valori puramente indicativi: il bollo è un tributo regionale e le tariffe possono cambiare in funzione della Regione e delle caratteristiche del veicolo.

Quanto costa allo Stato l’esenzione?

Il bollo auto rappresenta un’importante entrata per le Regioni.

Il provvedimento prevede quindi una compensazione statale per evitare che l’esenzione produca un corrispondente buco nei bilanci regionali.

Le risorse indicate per compensare il mancato gettito ammontano a circa 2,293 miliardi di euro per il 2027.

Secondo quanto riportato da ANSA, il costo complessivo viene quantificato in circa 2,3 miliardi di euro e una parte della copertura dovrebbe arrivare da economie relative al PNRR.

Gli importi spettanti alle singole Regioni e Province autonome dovrebbero essere definiti entro il 31 marzo 2027.

Vale anche nelle Regioni a statuto speciale?

Sì, ma con una precisazione.

Il provvedimento prevede l’applicazione anche nelle Regioni a statuto speciale e nelle Province autonome, previo accordo con le autonomie titolari del tributo.

Lo Stato dovrebbe compensare le minori entrate attraverso appositi trasferimenti.

Bisognerà presentare una domanda?

In base alle informazioni disponibili al momento, l’esenzione dovrebbe essere gestita attraverso i dati già presenti negli archivi automobilistici e regionali e non risulta prevista una specifica domanda da presentare.

Le procedure operative dovranno però essere confermate definitivamente.

Per questo motivo non sarebbe prudente, quando arriveranno le scadenze del 2027, limitarsi semplicemente a non pagare il bollo sulla base della potenza dell’automobile: sarà opportuno verificare preventivamente che il proprio veicolo risulti effettivamente esente nei sistemi regionali o attraverso i servizi ACI.

Attenzione: il decreto dovrà completare il suo iter

C’è infine un particolare importante per leggere correttamente la notizia.

Alla data del 17 settembre 2026, il provvedimento è stato approvato dal Consiglio dei ministri il 16 settembre. Il quadro definitivo deve essere verificato attraverso la pubblicazione del testo del decreto-legge in Gazzetta Ufficiale e il successivo iter parlamentare di conversione.

Di conseguenza, requisiti, procedure e coperture definitive dovranno essere letti sul testo normativo ufficiale. Il decreto-legge, una volta pubblicato, dovrà inoltre essere convertito dal Parlamento entro i termini previsti dalla Costituzione.

Bollo 2027: cosa controllare sul libretto

Per capire rapidamente se la propria auto potrebbe rientrare nell’esenzione è sufficiente controllare la carta di circolazione.

Il valore fondamentale è:

P.2 → potenza massima in kW

Se il valore è 80 kW o inferiore, e l’automobile rispetta gli altri requisiti previsti, il veicolo rientra potenzialmente nella nuova agevolazione.

Una vettura da 81 kW, invece, resta esclusa anche se commercialmente appartiene alla stessa categoria o allo stesso modello di una versione meno potente.

In sintesi

La novità sul bollo auto è quindi concreta, ma va raccontata senza confondere esenzione 2027 e abolizione definitiva.

Il Consiglio dei ministri ha approvato lo stop al pagamento per il 2027 per un solo veicolo per contribuente, con una soglia di 80 kW per le automobili a benzina, diesel e ibride. Se non si possiede un’auto agevolabile, il beneficio potrà riguardare un motociclo o un ciclomotore.

La platea stimata è di circa 14,5 milioni di veicoli, mentre alle Regioni dovrebbero essere trasferiti circa 2,3 miliardi di euro per compensare il mancato gettito.

La trasformazione dello stop temporaneo in una abolizione permanente del bollo è invece, al momento, un obiettivo dichiarato dal Governo per un successivo intervento legislativo e non una misura già definitivamente in vigore.

Fonti

  • Comunicato relativo al Consiglio dei ministri n. 189 del 16 settembre 2026, Presidenza del Consiglio dei ministri, ripreso integralmente da ANCE.
  • RaiNews, “Bollo auto, ecco chi risparmia e chi resta escluso dalla nuova esenzione”, 17 settembre 2026.
  • ANSA, approfondimento sull’esenzione e sulle coperture finanziarie, 16 settembre 2026.
  • L’Automobile – ACI, dati sulla compensazione alle Regioni.
  • Altroconsumo, analisi di requisiti, modalità e stime del risparmio.
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