Dopo Eni anche IP frena i prezzi di benzina e diesel: Esso potrebbe seguire

Il caro carburanti comincia a produrre un effetto a catena tra le principali compagnie petrolifere italiane. Dopo la decisione di Eni di introdurre un prezzo massimo per benzina e gasolio sulla rete Enilive, anche IP – Italiana Petroli ha annunciato un intervento per contenere i prezzi alla pompa.
E la novità potrebbe presto riguardare anche le stazioni Esso.
La decisione arriva da SOCAR, la compagnia energetica statale dell’Azerbaijan che dall’8 maggio 2026 controlla il 99,82% di Italiana Petroli dopo averne completato l’acquisizione da API Holding.
IP interviene sui prezzi dal 28 settembre
Il nuovo meccanismo partirà progressivamente da lunedì 28 settembre sulla rete a marchio IP.
L’obiettivo dichiarato da SOCAR è introdurre un limite ai prezzi di vendita di benzina e gasolio, cercando allo stesso tempo di mantenere sostenibile l’intera filiera composta da gestori, retisti e operatori della distribuzione.
C’è però una differenza importante rispetto alla misura annunciata da Eni: IP non ha ancora comunicato un prezzo massimo nazionale preciso.
Il valore sarà infatti determinato tenendo conto delle diverse condizioni della rete e delle esigenze degli operatori. Per questo motivo non è corretto, almeno per ora, parlare di benzina e diesel IP venduti ovunque allo stesso prezzo.
Si tratta piuttosto di un intervento progressivo destinato a impedire che i prezzi superino determinati livelli, i cui dettagli dovranno essere definiti nelle singole realtà della rete.
La differenza con Eni
La mossa segue di poche ore quella di Eni.
Da lunedì 28 settembre la rete Enilive applicherà infatti un limite massimo di 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, inizialmente per 30 giorni.
La misura potrà eventualmente essere prolungata in funzione dell’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.
Nel caso di IP, invece, non abbiamo ancora due valori nazionali equivalenti.
Ed è una distinzione fondamentale: le due iniziative vanno nella stessa direzione, ma non sono al momento identiche nella loro applicazione.
E cosa succede ai distributori Esso?
Qui la situazione diventa particolarmente interessante.
SOCAR ha spiegato che, parallelamente all’introduzione del meccanismo sulla rete IP, verranno studiate le modalità per estenderlo anche alle stazioni a marchio Esso e agli altri operatori che acquistano carburante da Italiana Petroli per poi distribuirlo attraverso i propri marchi.
Questo è possibile perché il rapporto tra IP ed Esso in Italia è molto più stretto di quanto possa sembrare osservando semplicemente le insegne dei distributori.
Dal 1° ottobre 2023, Italiana Petroli è infatti licenziataria del marchio Esso in Italia nell’ambito di un accordo di Branded Wholesale e rifornisce le stazioni che continuano a operare con l’insegna Esso.
Attenzione quindi alla formulazione: il tetto non è ancora ufficialmente operativo sulla rete Esso. Al 27 settembre SOCAR ha comunicato che ne sta studiando l’estensione.
Se questa arriverà, l’impatto dell’iniziativa potrebbe diventare molto più ampio.
Quanto è grande la rete IP?
Italiana Petroli dispone di una presenza molto rilevante sul mercato italiano.
Secondo i dati pubblicati dal gruppo, il suo sistema industriale e logistico supporta 4.575 stazioni di servizio IP, IPlanet e partner convenzionati, alle quali si aggiungono proprio i distributori Esso riforniti attraverso l’accordo di Branded Wholesale.
La dimensione della rete aiuta a capire perché la scelta di SOCAR possa avere conseguenze che vanno oltre i soli clienti IP.
Se una parte consistente del mercato mantiene artificialmente – attraverso decisioni commerciali – i prezzi sotto determinati livelli, anche gli operatori concorrenti potrebbero essere costretti a reagire per evitare di perdere clienti.
È iniziata una guerra dei prezzi?
È ancora presto per dirlo.
La decisione di IP rappresenta però il primo vero segnale che l’iniziativa di Eni possa generare un effetto concorrenziale sul mercato.
Il 27 settembre i prezzi medi indicati dall’Osservatorio del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e riportati nell’analisi di Unimpresa erano intorno a 2,159 euro al litro per la benzina self-service e 2,377 euro per il diesel sulla rete stradale nazionale.
A questi livelli, il tetto Eni rappresenta una differenza significativa.
Se anche IP, Esso e successivamente altri marchi dovessero mantenere prezzi inferiori alle medie nazionali, la pressione competitiva potrebbe progressivamente spingere verso il basso una parte del mercato.
Ma questo effetto non è garantito: molto dipenderà dall’andamento del prezzo del petrolio, dai costi di approvvigionamento, dalla fiscalità e soprattutto dalla durata delle iniziative commerciali.
Per gli automobilisti cosa cambia dal 28 settembre
La situazione può quindi essere riassunta in modo semplice.
Enilive: dal 28 settembre tetto nazionale annunciato a 1,99 euro per la benzina e 2,19 euro per il diesel.
IP: dal 28 settembre parte progressivamente il contenimento dei prezzi, ma senza un unico prezzo massimo nazionale comunicato finora.
Esso: l’estensione del meccanismo è allo studio e non va ancora considerata operativa.
Per chi deve fare rifornimento, quindi, nei prossimi giorni sarà ancora più importante confrontare i prezzi dei distributori della propria zona.
L’effetto Eni potrebbe cambiare il mercato dei carburanti
La parte più interessante della notizia non riguarda soltanto qualche centesimo risparmiato sul singolo pieno.
Per la prima volta dall’inizio dell’attuale fase di forte aumento dei carburanti, una decisione commerciale presa da uno dei grandi operatori sta provocando una risposta diretta da parte di un concorrente.
Eni ha aperto la strada, IP ha deciso di seguirla con una propria formula e Esso potrebbe essere il passo successivo.
Se anche altre compagnie dovessero intervenire, quello che oggi appare come un insieme di iniziative aziendali potrebbe trasformarsi in una vera competizione sui prezzi alla pompa.
Ed è probabilmente questo l’aspetto da osservare con maggiore attenzione nelle prossime settimane: non soltanto quanto costeranno benzina e diesel nei distributori Eni o IP, ma se il resto del mercato sarà costretto a seguirli.


