30 Settembre 2026 22:44
VISIONEDIGITALE / STORIE30.09.2026

Cristiano Ronaldo lascia il ritiro del Portogallo: cosa è successo con Jorge Jesus

Cristiano Ronaldo Portogallo

Cristiano Ronaldo lascia il ritiro della Nazionale portoghese e apre uno dei momenti più delicati del suo lunghissimo rapporto con il Portogallo.

A 41 anni, il capitano della Seleção ha abbandonato la concentrazione di Copenaghen alla vigilia della sfida di Nations League contro la Danimarca, dopo giorni di indiscrezioni e tensioni legate alle scelte del commissario tecnico Jorge Jesus.

Non si tratta, almeno per il momento, di un addio ufficiale alla Nazionale. Ronaldo ha lasciato il ritiro, ma non ha annunciato il ritiro dal Portogallo.

La vicenda, però, apre inevitabilmente una domanda: stiamo assistendo all’inizio della fine dell’era Cristiano Ronaldo con la Seleção?

Tutto comincia dalla panchina contro la Norvegia

Il momento che ha fatto esplodere il caso risale alla partita contro la Norvegia del 27 settembre.

Cristiano Ronaldo era regolarmente a disposizione del Portogallo, ma Jorge Jesus ha deciso di non schierarlo dal primo minuto.

Una scelta che, considerando l’età del giocatore e la necessità di gestirne le energie, non sarebbe stata di per sé sorprendente.

Il vero elemento di novità è arrivato nel corso della partita.

Ronaldo è infatti rimasto in panchina per tutti i 90 minuti, mentre il Portogallo ha conquistato la vittoria per 2-1.

Per uno dei giocatori più importanti della storia della Nazionale portoghese si tratta di una situazione decisamente insolita.

Jorge Jesus ha successivamente spiegato che inizialmente aveva preso in considerazione l’idea di utilizzare Ronaldo durante la seconda parte della gara, ma che l’andamento della partita lo aveva poi portato a modificare le proprie decisioni.

Una scelta assolutamente legittima dal punto di vista dell’allenatore, ma anche un segnale evidente di come il ruolo di Cristiano Ronaldo all’interno della Nazionale stia cambiando.

Ronaldo va direttamente negli spogliatoi

Al termine della partita si verifica però un episodio che attira immediatamente l’attenzione.

Cristiano Ronaldo, invece di fermarsi con il resto della squadra per salutare i tifosi portoghesi presenti allo stadio, si dirige direttamente verso gli spogliatoi.

Il gesto viene immediatamente interpretato dai media come possibile segnale di insoddisfazione.

Jorge Jesus, interrogato sull’accaduto, spiega inizialmente di non essersene accorto e aggiunge che avrebbe parlato direttamente con il giocatore.

Nei giorni successivi la situazione diventa ancora più delicata.

Ronaldo non svolge normalmente tutte le attività sul campo con il resto della squadra, lavorando principalmente in palestra.

Non emergono però problemi fisici particolarmente importanti.

Quella che sembrava inizialmente una semplice scelta tecnica comincia quindi a trasformarsi in un vero caso interno alla Nazionale portoghese.

Interviene anche la Federazione portoghese

La situazione diventa sufficientemente delicata da coinvolgere direttamente Pedro Proença, presidente della Federazione portoghese.

Proença raggiunge la Nazionale a Copenaghen, dove il Portogallo deve preparare la successiva partita contro la Danimarca.

L’obiettivo appare evidente: chiarire la posizione di Cristiano Ronaldo ed evitare che il rapporto tra il giocatore e Jorge Jesus possa deteriorarsi ulteriormente.

La vicenda assume un peso particolare anche perché il Portogallo si trova all’inizio di un nuovo ciclo tecnico.

Cristiano Ronaldo, però, non è un giocatore qualsiasi.

Da oltre vent’anni rappresenta il principale simbolo della Nazionale portoghese.

Jorge Jesus: le decisioni spettano all’allenatore

Durante la conferenza stampa del 30 settembre Jorge Jesus prova inizialmente a ridimensionare il caso.

Il commissario tecnico nega che Ronaldo si sia rifiutato di allenarsi e conferma di aver parlato direttamente con il giocatore.

Jesus ribadisce però un principio fondamentale: è l’allenatore a decidere chi deve giocare.

Una dichiarazione normale nel mondo del calcio, ma particolarmente significativa quando riguarda Cristiano Ronaldo.

Per oltre due decenni CR7 è stato praticamente intoccabile all’interno della Nazionale portoghese.

Oggi lo scenario è inevitabilmente differente.

Ronaldo rimane un calciatore di enorme importanza e una figura centrale nello spogliatoio, ma la gestione tecnica deve ormai tenere conto dell’età e della presenza di numerosi giocatori offensivi più giovani.

Ronaldo lascia il ritiro

Poche ore dopo la conferenza stampa di Jorge Jesus arriva però la notizia che trasforma definitivamente la vicenda in un caso nazionale.

Cristiano Ronaldo non partecipa alla normale seduta collettiva della squadra e successivamente lascia il ritiro.

La decisione viene confermata anche dal giocatore.

Ronaldo spiega di aver parlato con il presidente della Federazione Pedro Proença e di aver deciso di lasciare la concentrazione della Nazionale.

Ma soprattutto lascia intendere che la vicenda potrebbe avere ulteriori sviluppi.

Il capitano portoghese fa infatti capire che arriverà il momento in cui racconterà pubblicamente le ragioni della propria decisione.

Una frase che inevitabilmente alimenta interrogativi su cosa sia realmente accaduto all’interno del gruppo.

La Federazione conferma l’uscita di Ronaldo

Anche la Federazione portoghese conferma ufficialmente l’uscita di Cristiano Ronaldo dal ritiro.

La preparazione della Nazionale prosegue quindi senza il proprio capitano.

Il Portogallo deve affrontare la Danimarca il 1° ottobre e successivamente la Norvegia il 4 ottobre.

Al momento, però, non è stato annunciato alcun provvedimento disciplinare nei confronti del giocatore.

Ed è proprio questo un elemento fondamentale per comprendere correttamente la situazione.

Cristiano Ronaldo si è ritirato dalla Nazionale?

No.

Almeno per il momento.

Cristiano Ronaldo ha lasciato il ritiro della Nazionale portoghese, ma non ha annunciato il proprio addio definitivo alla Seleção.

La distinzione è importante.

Il giocatore resta formalmente disponibile per eventuali future convocazioni, anche se sarà necessario capire come evolverà il rapporto con Jorge Jesus e con la Federazione.

Il prossimo passo potrebbe quindi essere un chiarimento tra tutte le parti coinvolte.

Molto dipenderà anche dalle spiegazioni che Ronaldo ha promesso di fornire pubblicamente.

Il vero problema è il nuovo ruolo di Cristiano Ronaldo

Al di là degli episodi degli ultimi giorni, dietro questa vicenda esiste una questione molto più grande.

Cristiano Ronaldo ha 41 anni.

Ha superato le 230 presenze con la Nazionale portoghese ed è il miglior marcatore della storia del calcio internazionale maschile.

Per oltre vent’anni qualsiasi progetto tecnico del Portogallo è stato inevitabilmente costruito anche intorno alla sua presenza.

Oggi però la situazione è profondamente diversa.

La Nazionale portoghese dispone di un’enorme quantità di talento offensivo.

Giocatori come Gonçalo Ramos, Rafael Leão, João Félix e Pedro Neto rappresentano alternative importanti, mentre elementi come Bruno Fernandes, Bernardo Silva e Vitinha costituiscono ormai il cuore tecnico della squadra.

Il Portogallo può quindi iniziare a immaginare una Nazionale nella quale Cristiano Ronaldo non sia necessariamente titolare in ogni partita.

Ed è probabilmente proprio questo il passaggio più difficile.

Non stabilire se Ronaldo possa essere ancora utile alla Nazionale, ma definire quale debba essere il suo nuovo ruolo dopo oltre vent’anni trascorsi al centro del progetto.

Addio o semplice crisi?

Parlare oggi di addio definitivo sarebbe prematuro.

Cristiano Ronaldo non ha annunciato il ritiro dalla Nazionale e la Federazione non ha comunicato alcuna esclusione permanente.

Ma qualcosa sembra essere cambiato.

La decisione di lasciare il ritiro e soprattutto la promessa di spiegare pubblicamente le ragioni della scelta mostrano che la questione non può essere considerata completamente chiusa.

Il Portogallo, nel frattempo, deve continuare il proprio percorso.

Per molti anni la domanda è stata semplicemente quando e dove avrebbe giocato Cristiano Ronaldo.

Oggi la domanda sta lentamente diventando un’altra: quale sarà il posto di Cristiano Ronaldo nel nuovo Portogallo?

Ed è probabilmente questo il vero significato della crisi scoppiata a Copenaghen.

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