Tutti gli italiani dovrebbero guardare questo film almeno una volta nella vita

Ci sono film che non appartengono solo alla storia del cinema, ma finiscono per diventare parte del patrimonio emotivo di un Paese. Opere che, al di là dei premi e del successo internazionale, continuano a parlare direttamente a chi le guarda, toccando corde profonde e condivise. In questo senso, Nuovo Cinema Paradiso non è semplicemente uno dei titoli più amati del cinema italiano, ma un’esperienza che ogni spettatore italiano dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita, per capire qualcosa in più di sé, della propria memoria e del rapporto collettivo con le immagini.

Uscito nel 1988 e diretto da Giuseppe Tornatore, il film ha saputo attraversare quasi quattro decenni senza perdere forza, rimanendo sorprendentemente attuale nella sua capacità di evocare emozioni universali. Al centro del racconto c’è Salvatore Di Vita, regista affermato che torna nel suo paese natale in Sicilia dopo la morte di Alfredo, il vecchio proiezionista del cinema locale. Quel ritorno diventa il punto di partenza per un viaggio nel passato, fatto di ricordi d’infanzia, di scoperte e di un amore per il cinema nato tra le poltrone di una piccola sala di provincia.La storia, nella sua apparente semplicità, racchiude temi che toccano chiunque: la crescita, il distacco, il tempo che scorre e il bisogno di fare pace con ciò che siamo stati. Tornatore costruisce il racconto attraverso uno sguardo che alterna malinconia e tenerezza, senza mai scivolare nel sentimentalismo gratuito. È proprio questa misura a rendere Nuovo Cinema Paradiso un film che parla a generazioni diverse, capace di essere compreso e sentito tanto da chi lo ha visto da giovane quanto da chi lo scopre oggi.

Determinante è il contributo degli interpreti. Salvatore Cascio dà vita a un Totò bambino curioso e affamato di immagini, simbolo di uno sguardo ancora puro sul mondo. Jacques Perrin interpreta con sobrietà il Salvatore adulto, mentre Philippe Noiret firma una delle figure più amate del cinema italiano: Alfredo. Proiezionista, mentore e padre spirituale, Alfredo incarna una saggezza fatta di silenzi, consigli asciutti e gesti concreti. La sua presenza è il cuore emotivo del film, il punto di riferimento che accompagna Totò nel momento in cui il cinema smette di essere solo divertimento e diventa vocazione.Non è un caso che il personaggio affondi le sue radici nella realtà. Tornatore si è ispirato a Mimmo Pintacuda, fotografo e operatore di Bagheria che ebbe un ruolo fondamentale nel suo percorso umano e artistico. Questo legame autentico contribuisce a rendere il rapporto tra Totò e Alfredo così credibile e toccante, trasformandolo in una dichiarazione d’amore verso chi trasmette una passione e cambia il destino di un altro essere umano.

A rendere indelebile l’esperienza contribuisce la colonna sonora composta da Ennio Morricone insieme al figlio Andrea. Le musiche accompagnano il racconto con discrezione e potenza emotiva, fino a culminare nel celebre Tema d’amore, legato alla sequenza finale dei baci censurati, diventata una delle più iconiche della storia del cinema.Il percorso del film, tuttavia, non fu immediatamente trionfale. In Italia, alla sua uscita, venne accolto con freddezza e ritirato dopo poche settimane. Solo successivamente, grazie alla diffusione internazionale, arrivarono i riconoscimenti: il Gran Premio Speciale della Giuria al Festival di Cannes nel 1989, il Golden Globe e l’Oscar come miglior film straniero nel 1990.

Oggi Nuovo Cinema Paradiso resta un’opera che ogni italiano dovrebbe vedere almeno una volta, non solo per il suo valore artistico, ma perché racchiude un pezzo di identità culturale condivisa. È un film che ricorda perché il cinema conta, perché sa unire memoria personale e collettiva, e perché, ancora oggi, è capace di emozionare come la prima volta.

Leggi anche: Questo film italiano venne fischiato a Cannes, oggi è considerato un capolavoro intoccabile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Visite totale 1 , 1 visite oggi
Scorri verso l'alto