Se avete amato film come The Witch cè un horror italiano che non dovete perdervi

Il folk horror, si sa, vive di atmosfere prima ancora che di svolte di trama: boschi che sembrano più antichi di chi li attraversa, silenzi che pesano, luoghi in cui la natura non è uno sfondo ma un personaggio. È un tipo di cinema che, quando funziona, riesce a fare quello che film come The Witch hanno insegnato bene: insinuare il dubbio e farlo crescere nell’attesa, fino a trasformare l’ambiente in una minaccia. E se c’è un Paese che dovrebbe saper parlare questa lingua, è l’Italia, con un patrimonio di paesaggi e leggende che non ha bisogno di essere inventato. Proprio da qui parte Jastimari – Il Rifugio, horror tutto italiano che sfrutta i monti e i boschi delle Madonie siciliane per costruire un incubo radicato nel territorio.

Diretto e sceneggiato da Riccardo Cannella, Jastimari – Il Rifugio è arrivato nelle sale italiane il 19 febbraio, dopo essere stato presentato in concorso al Taormina Film Festival 2025. La storia segue una famiglia che vive isolata in una fattoria ai margini del bosco, aggrappata a regole rigide e a un’esistenza dura per tenere fuori una “minaccia invisibile” che tuttavia abbiamo vissuto sulla nostra pelle solo pochi anni fa. L’equilibrio, già fragile, si spezza quando arriva uno sconosciuto, Luciano, con le figlie: la loro presenza porta disordine e soprattutto costringe i due ragazzi, Lele e Angelo, a vedere quello che i genitori hanno sempre nascosto, fino a una reazione a catena che punta dritta allo scontro. Nel cast ci sono, tra gli altri, Francesco Foti, Rossella Brescia, Fabio Troiano e Giorgio Colangeli; a firmare la fotografia è Daniele Ciprì.

Jastimari rielabora quindi suggestioni provenienti da alcuni celebri titoli del genere, in maniera simile a quanto fatto pochi anni fa da un altro titolo ancora oggi ricordato come “il Midsommar italiano”. Ma non solo. La forza del film, realizzato dallo stesso autore dell’apprezzata serie digitale Web Horror Story di circa 10 anni fa, sta nel modo in cui mette in scena l’attesa e lascia che l’orrore venga fuori dal contesto prima che dagli “effetti”. Jastimari – Il Rifugio funziona soprattutto quando lascia che siano i luoghi e i gesti a parlare: le Madonie diventano una presenza concreta, aspra, capace di schiacciare i personaggi dentro un tempo che sembra sospeso. Funziona anche la scelta di non “spiegare tutto”, ma di far crescere l’inquietudine per accumulo, tra silenzi, attese e piccoli scarti che rendono ogni cosa un po’ più instabile. È un horror che punta alle suggestioni e alla tensione di atmosferae proprio per questo riesce a infilare sotto pelle il senso di minaccia che circonda la famiglia e che, lentamente, finisce per contaminare anche chi guarda.

Il trailer di Jastimari – Il Rifugio