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Questo film del 1957 è il war movie più realistico mai realizzato: Sembra di essere in guerra

Questo film del 1957 è il war movie più realistico mai realizzato: «Sembra di essere in guerra»

Da sempre il cinema di guerra cerca un equilibrio difficile tra spettacolo e verità. Alcuni titoli puntano sulla ricostruzione immersiva del campo di battaglia, come Salvate il soldato Ryan o 1917, altri preferiscono raccontare il conflitto attraverso l’esperienza psicologica dei personaggi, come The Hurt Locker o il terrificante Come and See. In mezzo a questi approcci, pochi film sono riusciti a restituire la sensazione autentica della guerra senza affidarsi alla spettacolarizzazione dell’azione. Tra questi, uno in particolare continua a essere indicato come il più realistico mai realizzato: Orizzonti di gloria, diretto da Stanley Kubrick nel 1957.

Ambientato durante la Prima guerra mondiale, il film segue il colonnello Dax, interpretato da Kirk Douglas, ufficiale dell’esercito francese incaricato di guidare un attacco impossibile contro una posizione tedesca fortificata. L’operazione, ordinata dall’alto comando per ragioni di carriera e prestigio, si trasforma rapidamente in un massacro annunciato. Quando l’assalto fallisce, i vertici militari decidono di processare alcuni soldati scelti come capri espiatori per codardia, nel tentativo di coprire le proprie responsabilità. Dax, ex avvocato prima di diventare militare, tenta di difenderli davanti alla corte marziale, scontrandosi con un sistema che ha già deciso il verdetto.

Il realismo di Orizzonti di gloria non nasce dalla quantità di combattimenti mostrati, ma dal modo in cui Kubrick mette in scena la guerra come un meccanismo burocratico e disumano. Le celebri carrellate nelle trincee, con la macchina da presa che segue Dax tra soldati esausti, sporchi e rassegnati, restituiscono una sensazione fisica di oppressione e precarietà. Il fronte non è eroico, ma claustrofobico; il comando, lontano dal fango, appare freddo e cinico. La violenza più devastante non è solo quella dei proiettili, ma quella delle decisioni prese a tavolino.

Alla sua uscita, il film suscitò forti polemiche. La rappresentazione dell’esercito francese come crudele e opportunista portò a una lunga censura in diversi Paesi europei, e in Francia il film fu distribuito solo molti anni dopo. Nonostante questo, Orizzonti di gloria ottenne fin da subito un enorme riconoscimento critico internazionale, contribuendo in modo decisivo a consolidare la reputazione di Kubrick come uno dei registi più rigorosi e lucidi del cinema americano.

Col tempo, anche il pubblico ha riscoperto il film, che oggi gode di uno status unanimemente celebrato. Le valutazioni sulle principali piattaforme riflettono questo consenso, con giudizi altissimi sia da parte della critica che degli spettatori. Il suo successo non è legato a un incasso clamoroso, ma alla capacità di attraversare le generazioni restando attuale. Orizzonti di gloria continua a essere citato come uno dei più grandi film antimilitaristi mai realizzati, un’opera che non chiede di tifare, ma di osservare, e che ancora oggi dà l’impressione inquietante di essere davvero in guerra.

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