Questo è il found footage più sorprendente degli ultimi anni. Ma praticamente nessuno lo ha ancora scoperto

Negli ultimi anni il found footage ha vissuto alti e bassi: un genere amatissimo dal pubblico, ma spesso incapace di replicare l’impatto dei suoi predecessori più celebri. Poi, quasi dal nulla, è arrivato un titolo che sta facendo ricredere critici e appassionati. Man Finds Tape, piccolo film indipendente passato per alcuni festival americani, si prepara al debutto in sala e on demand con un entusiasmo inatteso: un impressionante 88% su Rotten Tomatoes, superiore persino al punteggio ottenuto da The Blair Witch Project, la pietra miliare del mockumentary horror.

Diretto e scritto da Peter Hall e Paul Gandersman, il film sfrutta un budget ridotto trasformandolo in un punto di forza. La sua estetica sporca, la struttura da finto documentario e una costante sensazione di irrequietezza riportano lo spettatore a quell’idea primordiale di “realtà disturbante” che ha reso grande il found footage. Al centro della storia c’è Lynn Page, una documentarista che torna nella sua cittadina del Texas per indagare su misteriose riprese circolate online: immagini che nessuno sembra ricordare, ma che sembrano legate a un webshow realizzato dal fratello anni prima. Più Lynn scava nel passato, più scopre che dietro la videocamera potrebbe nascondersi qualcosa di molto più oscuro, e che l’intera comunità potrebbe essere coinvolta.

Il cast, guidato da Kelsey Pribilski e William Magnuson, contribuisce a rendere credibile un racconto che vive di tensioni sottili, false piste, improvvisi buchi di memoria e una creatura la cui presenza si avverte molto prima di intravederla. I critici hanno lodato la capacità del film di trasformare la sua produzione minimale in un’esperienza tesa e sincopata, capace di catturare lo spettatore come i migliori esempi del genere.

Il confronto con The Blair Witch Project è inevitabile, ma il risultato sorprende: se da un lato il film del 1999 resta un classico indiscusso, il suo punteggio pubblico su Rotten Tomatoes racconta di una ricezione divisa, con molti spettatori che lo considerano lento o poco spaventoso. Man Finds Tape, invece, sembra aver trovato un equilibrio raro: incastra ritmo, atmosfere, ambiguità narrativa e paure primordiali in un modo che risulta immediato e modernissimo.

Per gli appassionati di horror e per chi ama l’immersione totale del found footage, questo potrebbe diventare il nuovo film di riferimento. Un titolo che arriva senza fronzoli, senza marketing aggressivo, ma accompagnato da passaparola e recensioni entusiaste. E che, secondo molti, segna ufficialmente l’inizio di una nuova fase per il genere.

Se il 2025 stava cercando il suo prossimo fenomeno horror, è molto probabile che lo abbia appena trovato.

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