Il 2026, fin qui, non è stato esattamente l’anno delle rivelazioni inattese: tra titoli che arrivano già preceduti da un’aura “da evento” e conferme costruite nei mesi di festival, le sorprese vere si contano sulle dita di una mano. In un panorama dove l’attenzione sembra catalizzata da film attesissimi come Marty Supreme o Cime tempestose, rischia di passare sotto traccia una piccola chicca appena arrivata in sala: Crime 101 – La strada del crimine, un crime thriller che merita di essere visto in sala.
Il film è scritto e diretto da Bart Layton e nasce da una novella di Don Winslow, autore principe del noir che ha regalato grandi storie di ambiguità morale e un senso molto concreto delle regole non scritte del crimine. La storia prende forma lungo la California, dove una serie di colpi messi a segno con precisione quasi maniacale attira l’attenzione della polizia: al centro c’è Mike Davis (Chris Hemsworth), ladro di gioielli meticoloso e, soprattutto, intenzionato a evitare la violenza come se fosse una linea rossa personale. A dargli la caccia è Lou Lubesnick (Mark Ruffalo), detective dell’LAPD che intuisce il disegno dietro ai furti e non molla la presa, anche quando il sistema intorno a lui sembra chiedere scorciatoie e risultati “spendibili”. Nel gioco entra anche Sharon Colvin (Halle Berry), broker assicurativa di alto livello, figura apparentemente impeccabile che si ritrova coinvolta in un meccanismo più grande, mentre l’equilibrio si fa instabile con l’arrivo di Ormon (Barry Keoghan), elemento imprevedibile e pericolosamente privo di freni. Attorno ruotano altri volti di peso come Nick Nolte e Jennifer Jason Leigh, usati con intelligenza per dare spessore senza rubare spazio ai protagonisti.
La forza di Crime 101 – del quale potete vedere QUI il trailer – sta prima di tutto nel suo DNA da neo-noir: Los Angeles non è una cartolina, ma un labirinto di luci fredde, strade infinite e tensione costante, con un gusto visivo che guarda apertamente a Michael Mann. Il film non cerca di reinventare il genere, piuttosto lavora dentro una grammatica riconoscibile e la esegue con una sicurezza rara: tempi, silenzi, dettagli, e una gestione dell’escalation che privilegia la pressione psicologica all’esplosione facile.C’è poi un ribaltamento sottile ma decisivo nei ruoli. L’ordine, qui, non appartiene alla legge ma al criminale: Mike costruisce il controllo come una corazza, e Hemsworth sorprende proprio nella sottrazione, rendendo credibile un uomo disciplinato e fragile allo stesso tempo. Il caos, al contrario, filtra nella giustizia: Lou è ostinato, stanco, lucidissimo, ma continuamente trascinato fuori traiettoria da pressioni, procedure e fragilità personali. E quando entra in scena Ormon, il film trova il suo elemento anarchico necessario a rompere questi equilibri.
Crime 101 è già una delle sorprese dell’anno proprio perché fa una cosa semplice e sempre più rara: prende personaggi, atmosfera e tensione sul serio, e li porta in sala con mestiere e fame. Se cercate un thriller che si affidi ai volti, ai duelli mentali e a un’eleganza notturna da grande cinema metropolitano, questa è la deviazione giusta da prendere. Lo vedrete?
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