Questi film sono così dimenticabili che avete già scordato di averli visti

Non tutti i film, anche quelli sostenuti da grandi budget, cast di richiamo o marchi famosi, riescono davvero ad attecchire nella memoria dello spettatore. Alcuni arrivano in sala con aspettative altissime, altri sembrano avere tutte le carte in regola per lasciare il segno, eppure svaniscono quasi subito dopo la visione. Non si tratta sempre di opere disastrose o totalmente fallite: spesso sono semplicemente film che scorrono senza lasciare immagini, personaggi o idee capaci di sedimentare nel tempo. Titoli che, a distanza di pochi mesi o anni, si confondono l’uno con l’altro fino a farci dubitare persino di averli visti davvero.

Un esempio emblematico è The Dark Tower (2017), adattamento cinematografico dell’ambiziosa saga letteraria di Stephen King. Diretto da Nikolaj Arcel e interpretato da Idris Elba e Matthew McConaughey, il film ha tentato di condensare un universo narrativo vastissimo in poco più di novanta minuti. Il risultato è stato però un racconto frammentato, privo di un vero respiro epico e incapace di restituire la complessità dei romanzi, con personaggi che sembrano attraversare la storia senza lasciare traccia. Mike Flanagan è al lavoro su un nuovo adattamento tv, che sicuramente peggio del film non potrà fare (o almeno così sperano i fan).

Destino simile per Gangster Squad (2013) di Ruben Fleischer, che ha messo insieme un cast ricco di volti noti come Josh Brolin, Ryan Gosling, Sean Penn ed Emma Stone. Ambientato nella Los Angeles degli anni Quaranta, il film avrebbe potuto distinguersi come crime movie dal forte carattere, ma ha finito per accumulare cliché e situazioni già viste, senza un protagonista o una scena davvero memorabile a cui aggrapparsi.Need for Speed (2014), diretto da Scott Waugh e ispirato al celebre videogioco, ha provato a inserirsi nel solco di Fast & Furious puntando su inseguimenti e motori rombanti. Aaron Paul è stato il volto principale, ma né la trama di vendetta né le sequenze d’azione sono riuscite a costruire un’identità riconoscibile, lasciando il film sospeso tra imitazione e anonimato.Ancora più sorprendente è stato il caso di The Irishman (2019): Martin Scorsese ha riunito Robert De Niro, Al Pacino e Joe Pesci in un affresco gangster di oltre tre ore, prodotto da Netflix e accolto con grande attenzione critica; eppure, al di là dell’operazione prestigiosa e della riflessione sul tempo che passa, il film ha faticato a offrire singoli momenti o scene capaci di fissarsi nell’immaginario come accaduto con altri classici del regista.

Jack Ryan – L’iniziazione (2014), diretto e interpretato da Kenneth Branagh con Chris Pine protagonista, ha rappresentato invece un lampante caso di reboot corretto ma privo di personalità. La spy story è proceduta senza scosse, affidandosi a un cast solido ma a una messa in scena talmente standard da rendere il film intercambiabile con molti altri thriller d’azione dello stesso periodo.Tra i kolossal dimenticabili è rientrato anche Gods of Egypt (2016), fantasy mitologico diretto da Alex Proyas. Nonostante l’uso massiccio di effetti visivi e la presenza di attori come Gerard Butler, non è riuscito a costruire un mondo credibile, restando impresso più per l’eccesso digitale che per la sua storia.

E ancora: Independence Day: Resurgence (2016) ha tentato di riportare in auge il successo degli anni Novanta, ma senza Will Smith e con nuovi personaggi poco incisivi. Il senso di meraviglia e di spettacolo che caratterizzava l’originale si è perso in una successione di distruzioni sempre più grandi e sempre meno coinvolgenti.A proposito di sequel e remake, che dire di Total Recall (2012)? Diretto da Len Wiseman e con Colin Farrell protagonista, ha rinunciato all’ironia e alla carica visionaria del film con Arnold Schwarzenegger, trasformandosi in un action fantascientifico elegante ma freddo, che è scivolato via senza lasciare segni.

Chiudiamo con due titoli, uno più dimenticabile dell’altro: Hansel & Gretel: Witch Hunters (2013) ha provato a reinventare la fiaba in chiave action-horror con Jeremy Renner e Gemma Arterton, ma il tono sopra le righe e la narrazione meccanica hanno finito per rendere l’esperienza più rumorosa che memorabile.Infine, The Great Wall (2016), kolossal diretto da Zhang Yimou con Matt Damon protagonista, ha unito cinema hollywoodiano e produzione cinese in un’operazione visivamente imponente ma emotivamente distante, ma nonostante la spettacolarità, la storia e i personaggi sono rimasti sullo sfondo, rendendo il film uno di quelli che si dimenticano rapidamente, nonostante le dimensioni monumentali.

Voi cosa ne pensate? Vi vengono in mente (a fatica, immaginiamo) altri film altrettanto dimenticabili? Da questa lista ne salvereste qualcuno? Diteci la vostra, come sempre, nei commenti.

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