Da pochi minuti è stato pubblicato online il teaser trailer di Supergirl, nuovo tassello del DC Universe firmato DC Studios e ritorno di Milly Alcock nel ruolo di Kara Zor-El dopo la sua apparizione in Superman di James Gunn. Diretto da Craig Gillespie, il film è stato presentato come un’avventura di space fantasy ispirata all’omonimo graphic novel di Tom King, con un’ambientazione interamente cosmica e un’eroina molto diversa dal cugino Clark. In occasione del lancio del teaser trailer abbiamo partecipato a un Q&A proprio con James Gunn, Milly Alcock e il regista, da cui sono emersi molti dettagli sul tono, i temi e la natura di questo progetto.
Gunn ha raccontato che tutto è nato dalla sceneggiatura di Ana Nogueira, adattamento del fumetto di Tom King: «Quando Ana Nogueira ha scritto la sceneggiatura di Woman of Tomorrow era fantastica. Ai DC Studios la cosa che ci sta più a cuore è la scrittura e quindi abbiamo greenlightato il film immediatamente». L’interesse per Supergirl, però, è stato ancora precedente alla nascita di DC Studios: «Ricordo quando è uscito il graphic novel: io e Peter stavamo parlando di prendere in mano la DC, ma non avevamo ancora deciso. L’ho chiamato e gli ho detto: “Hai visto questo libro di Tom King, Woman of Tomorrow?” Gli ho spiegato quanto fosse bello e che punto di vista interessante avesse su Supergirl.» È in quel momento che Gunn ha pensato per la prima volta a Milly Alcock: «Ho detto: “Sai chi sarebbe perfetta? Se hai visto quella ragazzina in House of the Dragon, penso che sarebbe perfetta, perché questa è una Supergirl rock and roll”».
Se la scelta dell’attrice è arrivata da lontano, Craig Gillespie ha spiegato come è stato conquistato dal progetto: «Quando ho sentito che tu e Peter stavate prendendo in mano la DC mi sono subito interessato, perché adoro il tuo lavoro, il tuo tono. Sento una sorta di affinità con la sensibilità di quello che mi piace fare e di quello che hai fatto tu». Decisiva è stata, anche in questo caso, la lettura dello script: «Era la prima volta che, leggendo uno script di supereroi, ho capito davvero il tono e cosa farci. Ero completamente dentro». Il regista di I, Tonya e Cruella ha sottolineato anche il contributo di Alcock: «Il personaggio ha molte difese e usa umorismo e cinismo per proteggersi. C’è una vera qualità punk, e Milly l’ha abbracciata completamente. Le viene naturale entrare in quel ruolo, con vulnerabilità e durezza allo stesso tempo».

Al centro di Supergirl – Woman of Tomorrow c’è una Kara profondamente segnata dal trauma, molto diversa dal cugino Clark. Alcock l’ha descritta così: «È cresciuta su un pianeta che stava morendo, tutti quelli che ha conosciuto e amato sono morti. Questo crea un carattere molto cinico e duro. Non si fida di molte persone, ha un muro enorme intorno a sé, è molto scettica verso gli altri. Clark è l’opposto: si fida facilmente, si aspetta il meglio dalle persone, ha avuto una vita molto protetta e, in un certo senso, finge. Kara non finge mai. Se non sta bene, lo saprai. Non ha una facciata». L’attrice ha spiegato di essersi riconosciuta soprattutto nella riluttanza del personaggio: «Kara non vuole essere un’eroina. Deve assumere un certo ruolo e rispondere a determinate aspettative esterne pur sentendo di non meritarlo. Lei deve diventare l’eroina della propria storia, e credo che molti di noi facciano fatica a farlo e a sentirsi degni di esserlo».
Questo imperfetto percorso di accettazione è stato anche ciò che ha reso il film significativo sul piano della rappresentazione femminile. Alcock ha osservato: «Penso che Supergirl rappresenti, per le giovani donne in particolare, l’idea che puoi essere imperfetta, che puoi esserlo apertamente e che non devi essere perfetta in ogni aspetto della tua vita per arrivare a una sorta di risoluzione interiore. Ci viene imposto questo tipo di narrazione, soprattutto alle donne, secondo cui bisogna essere perfette in tutto. Kara è qualcuno che abbraccia in modo splendido i propri difetti». Gunn ha confermato lo stesso punto di vista: «Spesso, per qualche motivo, le nostre protagoniste supereroine sono molto più perfette dei loro colleghi maschi. Tony Stark e Star-Lord sono dei disastri. Vedere qualcuno così imperfetto e un tale disastro, ma con un’anima bellissima, è ciò che mi ha entusiasmato».
Gillespie ha definito esplicitamente Kara «un’anti-eroina»: «Quello che ho amato della storia è che non vuole quel ruolo. Quando la incontriamo, sta fuggendo in modo netto da tutto questo e vive nel proprio spazio. Viene trascinata molto riluttante nel mondo in cui deve essere una supereroina. Come affronta questo, come lo gestisce e come si trova attraverso questa storia è affascinante, ed è anche incompleto, cosa che adoro». A rendere ancora più radicale l’approccio è stata l’ambientazione: «Tutto il film è ambientato nello spazio», ha ricordato il regista, mentre Gunn ha parlato di una vera e propria «space fantasy», con Supergirl che si muove tra pianeti gialli e pianeti rossi dove i kryptoniani perdono i poteri e diventano esseri umani normali.

Nel Q&A non è mancato uno sguardo al rapporto con Superman, uscito la scorsa estate. Gillespie ha raccontato il mandato ricevuto da Gunn: «Ti ho chiesto: “Quanto devo aderire a Superman e a quel mondo?” e tu hai risposto: “Stiamo affrontando ogni film come se fosse una propria graphic novel. Puoi metterci il tuo marchio, il tuo stile, la tua visione”». Alcock ha sintetizzato così la differenza tra i due titoli: «È un film completamente diverso. Il tono è molto diverso» Tra pianeti ostili, una protagonista che ha fatto di tutto per non essere un’eroina e un cane superpotente «non addestrabile» come Krypto, Supergirl – Woman of Tomorrow è stato presentato dagli autori come un viaggio duro, cosmico e profondamente umano nel cuore di una kryptoniana imperfetta.
Il secondo tassello del nuovo DC Universe arriverà nelle sale italiane il 25 giugno 2026 con Warner Bros.
Foto: Matt Winkelmeyer/WireImage (Getty Images)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


