Preferirei morire: Guillermo del Toro si rifiuta di cedere a questa novità del cinema

Il cinema cambia, si evolve e sperimenta ogni giorno nuove tecnologie che ampliano i confini del possibile. Dagli effetti digitali sempre più sofisticati all’avvento delle riprese in realtà virtuale, l’industria guarda avanti con entusiasmo. Eppure, non tutti i registi sono disposti a seguire questa corsa verso l’innovazione a ogni costo. C’è chi rivendica con forza l’importanza dell’artigianalità, del tocco umano e della sensibilità autoriale che da sempre definiscono il linguaggio cinematografico. Tra questi c’è Guillermo del Toro, maestro del fantastico e premio Oscar, che ha scelto di schierarsi apertamente contro una delle più controverse rivoluzioni dell’ultimo periodo: l’intelligenza artificiale generativa.

In una recente intervista concessa a NPR, in occasione dell’uscita del suo nuovo Frankenstein, del Toro ha espresso senza mezzi termini la sua totale contrarietà all’utilizzo dell’IA nel cinema. «L’intelligenza artificiale, soprattutto quella generativa, non mi interessa, né mi interesserà mai – ha dichiarato – Ho 61 anni e spero di poter restare disinteressato al suo utilizzo fino alla mia morte. L’altro giorno qualcuno mi ha scritto un’e-mail chiedendomi: “Qual è la tua posizione sull’IA?”. La mia risposta è stata molto breve: “Preferirei morire.» Parole nette, che risuonano come un manifesto d’intenti da parte di un autore che ha sempre privilegiato la creazione manuale e l’emozione autentica dell’immaginazione umana.

Il regista de Il labirinto del fauno ha poi spiegato che il vero pericolo non risiede nella tecnologia in sé, ma in chi la maneggia. «Il problema non è l’intelligenza artificiale, ma la stupidità naturale», ha affermato, precisando che quest’ultima «è ciò che alimenta la maggior parte delle peggiori caratteristiche del mondo». Un giudizio duro, ma coerente con la sua visione artistica, sempre attenta a indagare le ombre dell’animo umano e i limiti dell’ambizione scientifica.Del Toro ha inoltre collegato il suo pensiero al personaggio di Victor Frankenstein, protagonista del suo prossimo film in arrivo su Netflix il 7 novembre: «Volevo che l’arroganza di Victor fosse in qualche modo simile a quella dei “tech bros” –ha spiegato – È cieco, crea qualcosa senza considerare le conseguenze, e credo che dovremmo fermarci un attimo e riflettere su dove stiamo andando».

Nel suo nuovo adattamento del classico di Mary Shelley, che vede nel cast Jacob Elordi, Oscar Isaac, Mia Goth, Christoph Waltz e Ralph Ineson, del Toro sembra dunque voler proseguire la sua riflessione sull’eterno conflitto tra creazione e responsabilità. Un tema più attuale che mai, in un’epoca in cui la tecnologia promette di sostituire l’uomo, ma rischia di cancellarne l’anima.

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Fonte: NPR

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