È il 1986 quando Steve Jobs compie una scommessa visionaria, decidendo di acquisire una piccola divisione della Lucasfilm specializzata nella creazione di effetti speciali digitali. Per l’epoca si trattava di un’avanguardia ancora inesplorata: in quei primi anni di creatività e sperimentazione, i Pixar Animation Studios hanno richiamato talenti dai background più disparati, dai tecnici informatici agli animatori classici che si erano formati alla scuola di Walt Disney. E proprio dall’incontro tra tecnologia e immaginazione è nato Toy Story, il primo film generato interamente in computer grafica, che ha finito per cambiare per sempre le sorti di Hollywood.
40 anni dopo, Pixar è diventata sinonimo di creatività fuori dagli schemi, di animazione in grado di superare di volta in volta i propri limiti, ma anche di fucina capace di raccontare storie universali, dotate di valori e messaggi adatti a tutte le generazioni.
Qual è il segreto? Da un lato, la consapevolezza delle proprie radici e del proprio passato. Dall’altro, una particolare attenzione verso la coltivazione dei giovani talenti, che apprendono dai veterani tutti i pilastri del “metodo Pixar” per creare storie destinate a rimanere nell’immaginario collettivo. Nessuno sa esattamente quali siano le regole dello storytelling perfetto, ma nel corso degli anni qualcosa è trapelato online. In particolare, nel 2011 la story artist Emma Coats ha condiviso sul suo profilo Twitter (oggi X) le cosiddette “22 regole dello storytelling Pixar”: non un manifesto ufficiale, piuttosto delle linee guida e degli spunti narrativi per costruire storie che vadano oltre il semplice intrattenimento, capaci di emozionare, far riflettere e lasciare un segno indelebile nel pubblico di tutte le età.
Vediamo insieme quali sono.

Le 22 regole dello storytelling Pixar
1. Le persone ammirano di più i personaggi che si impegnano, rispetto a quelli che hanno sempre successo.
2. Concentrati su cosa ti interessa come membro del pubblico, e non su quello che ti piacerebbe scrivere come autore. Possono essere due cose molto diverse.
3. Procedere per tematiche è importante, ma la verità è che capirai di cosa parla la storia soltanto quando sarai arrivato alla fine. E adesso riscrivila tutta.
4. C’era una volta ___. Ogni giorno, ___. Un giorno ___. A causa di questo, ___. A causa di questo, ___. Finché finalmente ___.
5. Semplifica. Focalizza. Combina i personaggi. Salta le deviazioni. Sentirai di star perdendo degli elementi importanti, ma ti renderà libero.
6. Che cosa è bravo a fare il tuo personaggio, con cosa si sente a suo agio? Mettilo a confronto con l’esatto opposto. Sfidalo. Come potrebbe superare l’ostacolo?
7. Inventa il finale prima di capire cosa succede nel mezzo. Davvero. I finali sono difficili: fai in modo che il tuo funzioni dal principio.
8. Concludi la tua storia e lasciala andare anche se non è perfetta. Nel mondo ideale avremmo entrambe le cose, ma dobbiamo andare avanti. Farai meglio la prossima volta.
9. Quando hai un blocco, fai una lista di cose che NON vorresti che accadessero. Molto spesso, la chiave per uscire dal blocco scaturirà da questo esercizio.
10. Viviseziona le storie che ti piacciono. Gli elementi che ti attraggono sono una parte di te: devi essere in grado di riconoscerli, prima di poterli utilizzare.
11. Scrivere qualcosa su carta è il primo passo per cominciare a sistemarlo. Se è soltanto nella tua testa, potrebbe anche essere un’idea perfetta, ma non la condividerai mai con nessuno.
12. Scarta la prima cosa che ti viene in mente. E la seconda, e la terza, e la quarta, e la quinta… togli di mezzo l’ovvio. Lasciati sorprendere.
13. Dai delle opinioni ai tuoi personaggi. Un personaggio passivo o accondiscendente può sembrarti piacevole da scrivere, ma è odioso per il pubblico.
14. Perché devi raccontare proprio QUESTA storia? Quale messaggio brucia in te tanto da alimentarla? Questo è il cuore di tutto il processo.
15. Se tu fossi il tuo personaggio e ti trovassi nella stessa situazione, come ti sentiresti? La sincerità rende credibili le situazioni incredibili.
16. Qual è la posta in gioco? Dai al pubblico una ragione per tifare per il tuo personaggio. Cosa succederebbe se dovesse fallire? Fai in modo che le probabilità siano contro di lui.
17. Nessun lavoro è sprecato. Se vedi che non funziona, lascia perdere e passa ad altro. Ti tornerà utile in futuro.
18. Devi conoscere te stesso, e in particolare la differenza tra fare del tuo meglio e accanirti. Scrivere è procedere per tentativi, non rifinire.
19. Le coincidenze che portano un personaggio nei pasticci sono ottime. Le coincidenze che invece li tirano fuori sono un modo di barare.
20. Fai questo esercizio: immagina di avere in mano le costruzioni di un film che non ti piace. Come le risistemeresti per scrivere una storia che invece ti piace?
21. Devi identificarti con la tua storia e con i tuoi personaggi, non puoi semplicemente scrivere qualcosa di “figo”. Cosa ti farebbe agire nello stesso modo?
22. Qual è il cuore della tua storia? E qual è il modo più efficiente per raccontarlo? Se lo sai, puoi usarlo come punto di partenza per costruire il resto.
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