Site icon visionedigitale.it

No Other Choice, cosa siete disposti a fare per la vostra famiglia? Ce lo dicono i protagonisti

No Other Choice, cosa siete disposti a fare per la vostra famiglia? Ce lo dicono i protagonisti

Il ritorno di Park Chan-wook sul grande schermo passa da No Other Choice, in arrivo nelle sale italiane da oggi 1° gennaio 2026 con Lucky Red, e segna uno dei momenti più primi grandi momenti della nuova stagione cinematografica. Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, riporta il regista di Oldboy e Lady Vendetta al centro di un discorso che intreccia forma, politica e critica sociale, aggiornando la sua poetica a un presente segnato dall’insicurezza economica e dalla precarietà del lavoro. Un progetto a lungo gestato, annunciato per la prima volta oltre quindici anni fa e diventato nel tempo un vero e proprio film della vita, capace oggi di intercettare paure e tensioni globali con uno sguardo radicale e lucidissimo.

Il protagonista della storia è Man-soo, interpretato da Lee Byung-hun: uno specialista nella produzione di carta con venticinque anni di esperienza, una famiglia stabile, una vita che sembra aver trovato il proprio equilibrio. «Ho tutto», potrebbe dire senza mentire. Questo equilibrio viene però spezzato quando l’uomo viene licenziato senza preavviso dalla sua azienda, con una formula tanto burocratica quanto disarmante: non c’è altra scelta. Da quel momento Man-soo precipita in una spirale fatta di umiliazioni, lavori sottopagati, tentativi disperati di ricollocarsi in un sistema che sembra averlo già espulso. Convinto di essere più qualificato di chiunque altro, arriva a maturare un’idea estrema: se non esiste un posto per lui, allora dovrà crearselo da solo. No Other Choice si configura come una feroce parabola sul capitalismo contemporaneo, un j’accuse nerissimo che assume la forma di una barzelletta macabra e di un dramma pulp incendiario, in cui la sovreccitazione dell’immagine e la vertigine formale diventano strumenti di denuncia e consapevolezza.

Al centro del film c’è un personaggio ordinario messo di fronte a circostanze estreme, ed è proprio su questo equilibrio che Lee Byung-hun ha lavorato nella costruzione del ruolo, come ci ha raccontato nell’intervista che abbiamo realizzato: «Il mio personaggio è una persona molto ordinaria, da quel punto di vista non ci sono state molte difficoltà. La storia però è su un uomo ordinario che si trova di fronte a circostanze estreme e come reagisce, questa è stata la vera sfida. Mi sono dovuto affidare ripetutamente alla mia immaginazione e la cosa più importante è stata creare un personaggio che fosse credibile per il pubblico, ho sempre avuto questo obiettivo in mente».

Accanto a lui, Son Ye-jin interpreta la moglie Miri, figura centrale nel racconto del collasso economico e identitario della famiglia: «Penso che il mio personaggio sia molto realistico, per la sua famiglia farebbe e sacrificherebbe tutto» ci ha detto, quando abbiamo chiesto quale fosse il compito di una famiglia in un contesto del genere. E ancora: «Penso anche che si adatterebbe a qualsiasi situazione per suo marito, per la sua famiglia: torna a lavorare di nuovo, ferma i suoi hobby, è davvero disposta a sacrificare tutto. È qualcosa che posso capire, sono anche io sposata e ho un figlio. Se fossi nei suoi panni avrei fatto le sue stesse scelte». Alla domanda sul perché storie come questa, o come quelle raccontate da film e serie coreane quali Parasite e Squid Game, riescano a parlare a un pubblico globale, Lee Byung-hun ha risposto in modo diretto: «Il fatto che vengano fatte così tante storie sulla società e che siano così amate da molte persone, significa che tutti possono comprenderle. Persone di tutto il mondo possono empatizzare con questo genere di storia».

Venezia82 - La nostra intervista a Lee Byung-hun e Son Ye-jin, protagonisti di "No other choice"

Lo stesso Park Chan-wook ha chiarito ulteriormente il senso profondo del progetto e le ragioni della sua lunga gestazione. «Tutti noi custodiamo quella paura profonda legata al lavoro e alla sicurezza. Ho potuto lavorare a questo film per vent’anni perché, chiunque ne parlasse, si riconosceva sempre e diceva: “È una storia di grande attualità”. Questo mi ha dato la fiducia di sapere che era un film che, prima o poi, sarebbe stato realizzato».

Il momento in cui il pubblico può finalmente vedere il risultato di questo lungo lavoro è finalmente arrivato: No Other Choice è da oggi nelle sale, per inaugurare il 2026 all’insegna del grande cinema.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Exit mobile version