Netflix sta ufficialmente cambiando la storia di Stranger Things dopo il finale

La fine di Stranger Things con la quinta stagione non ha rappresentato soltanto un momento di chiusura per una delle serie più popolari della storia di Netflix, ma anche l’inizio di un acceso dibattito tra fan e addetti ai lavori. Il finale, attesissimo e discusso, ha diviso il pubblico, soprattutto per alcune scelte narrative considerate controverse: dal destino di determinati personaggi alle dinamiche dell’ultimo atto, fino a quelle che online sono state ribattezzate polemiche sul “conformity gate”, ovvero l’impressione che la serie abbia tenuto da parte il vero episodio finale della serie. In questo clima di discussione, Netflix ha chiarito una cosa: Stranger Things non è davvero finita.

Nonostante la conclusione della storia principale, l’universo creato dai fratelli Duffer continua a vivere e ad espandersi, trasformandosi ormai a tutti gli effetti in un franchise. Dopo show dietro le quinte, documentari, romanzi e videogiochi, il prossimo passo sarà Stranger Things: Tales From ’85, una serie animata prequel che, di fatto, introduce cambiamenti rilevanti alla lore della serie originale. Una scelta che sta già facendo discutere, perché non si limita ad aggiungere contenuti, ma va a intervenire retroattivamente su un periodo chiave della storia.

Tales From ’85 è ambientata nell’inverno del 1985, collocandosi temporalmente tra la seconda e la terza stagione di Stranger Things. È una fase delicata della narrazione: Will è ancora segnato dall’influenza del Mind Flayer, Eleven vive nascosta nella capanna di Hopper e Hawkins non è ancora precipitata nel caos dello Starcourt Mall e dei russi. Proprio per questo, inserire nuove storie e nuovi elementi in questo spazio narrativo significa muoversi su un terreno estremamente sensibile per il canone.

La serie animata riporta in scena versioni più giovani di Eleven, Mike, Will, Lucas, Dustin e Max, ma introduce anche elementi completamente inediti. Sono previsti nuovi mostri mai apparsi nelle cinque stagioni della serie principale e un tono dichiaratamente più adatto a un pubblico familiare. Il cambiamento più significativo, però, è l’introduzione di un nuovo personaggio: Nikki Baxter, descritta come più grande e più alta rispetto al gruppo storico. Un personaggio che, fino a oggi, non è mai stato menzionato né nella serie madre né in altri progetti del franchise.

Ed è proprio qui che Netflix sta “cambiando” Stranger Things. L’aggiunta di Nikki e di eventi mai citati solleva interrogativi inevitabili sulla coerenza narrativa: perché un personaggio così vicino al gruppo non è mai stato ricordato? Che fine fa? Le ipotesi vanno da una possibile morte a un trasferimento lontano da Hawkins, ma in ogni caso il problema resta lo stesso: Tales From ’85 dovrà giustificare la sua esistenza senza contraddire quanto già raccontato.

Dopo un finale che ha già acceso polemiche, Netflix si trova quindi davanti a una nuova sfida. Espandere Stranger Things significa anche riscriverne parti fondamentali, con il rischio di aprire nuovi buchi di trama o di alterare equilibri emotivi che per anni hanno definito la serie. Tales From ’85 non sarà solo un prequel, ma un vero banco di prova per capire come, e fino a che punto, questo universo possa cambiare senza perdere la propria identità.

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