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Nessuno lo ricorda, ma nel 1992 questo film aveva anticipato la trama di Avatar

Nessuno lo ricorda, ma nel 1992 questo film aveva "anticipato" la trama di Avatar

Dal suo debutto nel 2009, Avatar ha letteralmente messo a ferro e fuoco il box office mondiale, affermandosi come uno dei franchise più redditizi e influenti di sempre. L’epopea sci-fi firmata James Cameron ha ridefinito gli standard degli effetti visivi e, a distanza di anni, continua a parlare a milioni di spettatori con il suo messaggio ecologista – oggi più attuale che mai, mentre Avatar – Fuoco e cenere è ancora nelle sale. Eppure, molto prima che il pubblico scoprisse il pianeta Pandora, cinema e animazione avevano già raccontato una storia sorprendentemente simile. E lo avevano fatto nel 1992, con un film animato ad oggi fin troppo sottovalutato.

Per molti bambini degli anni ’90, FernGully – Le avventure di Zack e Crysta è stato un titolo imprescindibile. Il film arrivava in un momento di transizione per l’animazione, quando la grafica computerizzata iniziava a farsi strada accanto alle tecniche tradizionali, contribuendo a colmare il divario tra artigianato e tecnologia digitale. A rendere il progetto ancora più ambizioso c’era un cast vocale di prim’ordine, che includeva nomi come Robin Williams, Christian Slater, Samantha Mathis, Tim Curry, Cheech Marin e Tommy Chong.

Ispirato alla serie di libri di Diana Young, FernGully racconta la vita di fate, animali parlanti ed esseri mistici che abitano una foresta pluviale incontaminata dell’Oceania. La protagonista Crysta è una giovane fata che non ha mai visto un essere umano… almeno finché una compagnia di disboscamento non si insedia ai margini della foresta. È in quel momento che incontra Zak, un operaio che viene accidentalmente rimpicciolito fino a raggiungere le dimensioni delle fate, dando il via a un viaggio di scoperta che cambierà per sempre la sua visione del mondo.

Inizialmente convinto sostenitore del proprio lavoro, Zak comincia a mettere in discussione tutto quando assiste con i propri occhi alla devastazione causata dall’uomo. La situazione precipita con l’arrivo di Hexxus, un’entità maligna che incarna distruzione e inquinamento e che rivendica la foresta come propria. Da quel momento, la lotta per la sopravvivenza di FernGully diventa tanto necessaria quanto inevitabile.

Insomma, le analogie con Avatar sono evidenti e difficili da ignorare. In entrambi i film, il protagonista è un essere umano che lavora per “i cattivi”, entra in contatto con una civiltà legata alla natura, se ne innamora – anche sentimentalmente – e finisce per schierarsi contro il proprio stesso mondo pur di difendere un ecosistema minacciato. Il messaggio è identico, e mette in risalto come la distruzione delle risorse naturali in nome del profitto sia profondamente e moralmente sbagliata.

Anche l’ambientazione gioca un ruolo chiave. La foresta di FernGully, proprio come Pandora, è un luogo incontaminato che mostra la profonda connessione e armonia con la natura di tutti i suoi abitanti. La foresta è percepita come uno spazio sacro, attraversato da energie invisibili e che regolano l’equilibrio della vita. Sia Zak che Jake Sully acquisiscono una conoscenza diretta di questo mondo, imparando ad “ascoltarlo” e a rispettarne le leggi, in netto contrasto con una tecnologia umana rappresentata come invasiva e distruttiva.

I parallelismi si estendono anche ai personaggi, con Zak e Jake che condividono una base caratteriale molto simile. Entrambi sono inizialmente avventurosi, impulsivi, poco inclini alla disciplina e giudicati immaturi dalle rispettive compagne d’avventura. Entrambi vengono reclutati da forze che mirano a sfruttare la natura e finiscono per ribellarsi dopo averne compreso il valore. Infine, sebbene FernGully abbia un antagonista “fisico” come Hexxus, il vero nemico rimane l’essere umano e la sua brama di profitto, proprio come accade in Avatar. La tecnologia diventa quindi il veicolo del male, mentre il guadagno materiale – che siano risorse minerarie o legname – è la molla che mette in moto l’azione distruttiva.

Rivedendo oggi FernGully, è impossibile non pensare che, già nel 1992, qualcuno avesse affrontato i temi che James Cameron avrebbe poi portato all’attenzione planetaria quasi vent’anni dopo. Tuttavia, a merito del filmmaker canadese, vale la pena sottolineare come il ciclico ritorno al cinema delle tematiche ecologiste – che ora trovano nella saga di Avatar una delle case più accoglienti – sia più che mai necessario, soprattutto oggi.

Solo che allora lo faceva sotto forma di film animato per famiglie, destinato – forse ingiustamente – a essere dimenticato.

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Foto: MovieStillsDB

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