L’irriverente comico Ricky Gervais, già presentatore per ben cinque volte dei Golden Globe, è ben noto al grande pubblico per il suo approccio corrosivo e senza sconti, capace di mettere a disagio l’intera Hollywood con battute al vetriolo sullo star system e le sue ipocrisie.
Nel suo nuovo speciale Mortality, uscito martedì su Netflix, ha tuttavia svelato un interessante retroscena sui Golden Globe, spiegando di aver concepito una battuta così scorretta da non aver trovato il coraggio di pronunciare in occasione dell’evento. Una battuta particolarmente esplicita che coinvolgeva Jason Momoa e Peter Dinklage, . Nello speciale Gervais ha infatti spiegato le motivazioni dietro il suo atto di autocensura:
«Ho detto prima che i Golden Globes non mi hanno mai censurato una battuta, ed è assolutamente vero. Ma mi sono appena ricordato della battuta che mi sono censurato da solo, perché l’ho “imbottigliata” un po’ e penso di essere stato troppo cauto. Voglio condividerla con voi. Ho la possibilità di presentare Jason Momoa. Quindi ho pensato che la meta-battuta sarebbe stata quella di mostrare la mia ipocrisia e la mia codardia. Posso criticare gli attori — chi ha paura degli attori? — ma quando si tratta di un tizio grosso, giusto, non sono così coraggioso.»
Il comico è poi entrato nei dettagli della battuta alla quale ha deciso di rinunciare, la quale era incentrata sulle peculiarità fisiche dei due amati attori:
«Quindi stavo per dire: “Non ho niente di brutto da dire sul nostro prossimo presentatore, perché ha il ca**o come il braccio di un bebè, giusto? Ho detto al mio amico che l’avrei fatto, e lui mi ha detto: “Credi che la gente penserà che sia razzista?” Ho pensato: “Perché dovrebbe essere razzista?” “Beh, perché è una persona di colore.” E io ho pensato: “No, non c’entra niente. Ha a che fare con il fatto che è così grande che probabilmente ha il ca**o come il braccio di un bebè, giusto?” Quindi non l’ho fatta. E ho avuto un ottimo seguito, quindi vi racconterò tutto. Questo è quanto. Ecco cosa avrei fatto: sarei uscito e avrei detto: “Non ho niente di brutto da dire sul nostro prossimo presentatore, perché ha il ca**o come il braccio di un bebè — a differenza di Peter Dinklage, che ha il braccio come il ca**o di un bambino.”»
Insomma, una battuta caustica e scorretta in pieno stile Ricky Gervais, il quale non ha mai esitato a prendersi gioco dello star-system hollywoodiano, non esitando anche a criticare i risvolti più “ipocriti” dell’industria. Intanto vi ricordiamo che l’appuntamento con i Golden Globe 2026 avrà luogo l’11 gennaio, con la cerimonia di premiazione che sarà condotta per il secondo anno consecutivo da Nikki Glaser.
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Foto: Mike Marsland / Anna Webber / Getty Images
Fonte: Variety
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