La Mummia, il trailer del reboot di Lee Cronin promette un horror disturbante e senza compromessi

È stato diffuso il nuovo trailer di The Mummy, il reboot diretto da Lee Cronin che promette di reinventare radicalmente il celebre mostro cinematografico. Il film arriverà nelle sale e in IMAX il 17 aprile, distribuito da Warner Bros., e punta a un tono decisamente più oscuro rispetto alle precedenti versioni.

Il trailer anticipa un horror fisico e disturbante. La storia ruota attorno a una giornalista la cui figlia scompare misteriosamente nel deserto. Otto anni dopo, la ragazza fa ritorno a casa, ma quella che dovrebbe essere una riunione carica di emozione si trasforma presto in un incubo. Il film promette dunque un racconto più intimo e tragico, incentrato sulla disgregazione familiare e sull’orrore che si insinua nella quotidianità.

Il trailer di La Mummia – Lee Cronin

Cronin, già autore di Evil Dead Rise, ha spiegato che questa sarà «una Mummy molto diversa», definendola un ibrido “quasi una parte Poltergeist e una parte Seven, ma filtrata attraverso la mia sensibilità”. Il riferimento a Poltergeist e Seven suggerisce un equilibrio tra soprannaturale e tensione investigativa, tra trauma domestico e brutalità psicologica.

Nel cast figurano Jack Reynor, Laia Costa, May Calamawy, Natalie Grace e Veronica Falcón. La produzione riunisce inoltre Cronin con diversi collaboratori di Evil Dead Rise, tra cui il direttore della fotografia Dave Garbett, il production designer Nick Bassett, il montatore Bryan Shaw e il compositore Stephen McKeon, segno di una precisa continuità stilistica.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra Blumhouse, Atomic Monster e New Line Cinema, con la produzione affidata a James Wan, Jason Blum e John Keville. L’obiettivo sembra chiaro: abbandonare l’approccio avventuroso e spettacolare che aveva caratterizzato le incarnazioni più note del franchise per costruire invece un horror più personale, teso e visivamente aggressivo.

Dalle prime immagini, The Mummy appare quindi come un tentativo di restituire al mito una dimensione più inquietante, riportando al centro il senso di perdita, colpa e deformazione del corpo che da sempre accompagna la figura della mummia nel cinema.

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