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Its never over: Jeff Buckley arriva al cinema come evento speciale

It’s never over: Jeff Buckley arriva al cinema come evento speciale

It’s never over: Jeff Buckley arriva al cinema come evento speciale

Dopo il successo al Sundance Festival e alla Festa del Cinema di Roma, It’s never over: Jeff Buckley arriva nelle sale italiane come evento speciale solo il 16, 17 e 18 marzo, a sessant’anni dalla nascita dell’artista.

Il documentario è diretto dalla regista candidata all’Oscar Amy Berg (Deliver Us from Evil, Janis: Little Girl Blue, West of Memphis) e co-prodotto da Brad Pitt. L’elenco completo delle sale è disponibile su nexostudios.it.

Il film è distribuito in esclusiva per l’Italia da Nexo Studios in collaborazione con Radio Capital, MYmovies e Sony Music Italia.

Un viaggio intimo nella vita di Jeff Buckley

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Nato il 17 novembre 1966 nella contea di Orange, in California, e scomparso tragicamente a Memphis il 29 maggio 1997, Jeff Buckley è entrato nella storia della musica con un solo album in studio pubblicato in vita: Grace.

Figlio del cantautore Tim Buckley, Jeff si impose nei primi anni Novanta nella scena avant-garde dei club newyorkesi, conquistando pubblico e critica con una voce fuori dal tempo e un’intensità interpretativa rarissima.

Il documentario di Amy Berg ricostruisce la sua parabola artistica e personale attraverso materiali d’archivio inediti provenienti dal patrimonio personale di Buckley e testimonianze intime della madre Mary Guibert, delle ex compagne Rebecca Moore e Joan Wasser, dei membri della band come Michael Tighe e Parker Kindred e di artisti quali Ben Harper e Aimee Mann.

Da Live at Sin-é a Grace: l’eredità di un’icona

La prima registrazione commerciale di Buckley fu l’EP Live at Sin-é, pubblicato nel novembre 1993 per Columbia Records. Quattro brani registrati in un piccolo caffè dell’East Village di New York che catturavano l’essenza più pura dell’artista: voce e chitarra elettrica.

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Nel 1994 arrivò Grace, con brani diventati iconici come Lover, You Should Have Come Over e Last Goodbye, oltre alla struggente reinterpretazione di Hallelujah di Leonard Cohen.

Il disco ottenne riconoscimenti prestigiosi, tra cui il Grand Prix International du Disque – Académie Charles Cros 1995, entrando definitivamente nella storia del rock contemporaneo.

Dopo lunghi tour tra il 1994 e il 1996, Buckley iniziò a lavorare al secondo album, My Sweetheart, The Drunk, tra New York e Memphis, con sessioni prodotte da Tom Verlaine. Il progetto rimase incompiuto: le registrazioni vennero pubblicate postume nel 1998 con il titolo Sketches for My Sweetheart the Drunk.

Dal 13 febbraio è disponibile, per Sony Music, la versione deluxe di Live at Sin-é in vinile e CD.

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L’edizione ampliata si presenta in un cofanetto rigido con quattro vinili, copertine progettate individualmente, un libretto con note e foto a colori, oltre a versioni live di brani come Grace, Last Goodbye e Hallelujah. Il cofanetto è disponibile in pre-order al link ufficiale: https://bio.to/JeffBuckley

Un’eredità che continua a vivere

A quasi trent’anni dalla sua scomparsa, l’eredità di Jeff Buckley continua a crescere. I suoi fan spaziano dalle leggende del rock alle nuove generazioni che scoprono oggi la potenza senza tempo di Grace.

It’s never over: Jeff Buckley non è solo un documentario musicale, ma un ritratto profondo e commovente di un artista che, con un solo album, è riuscito a cambiare per sempre la storia della musica contemporanea.

Appuntamento al cinema il 16, 17 e 18 marzo per un evento che si preannuncia imperdibile per chiunque abbia amato — o stia per scoprire — la voce unica di Jeff Buckley.

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