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Intervista al professor Bryan Fry per Pole to Pole

Intervista al professor Bryan Fry per Pole to Pole

Bryan Fry, scienza, avventura e la rivelazione delle anaconda

In occasione del debutto in streaming su Disney+ di Pole to Pole con Will Smith abbiamo avuto il privilegio di intervistare il professor Bryan Fry. La serie è disponibile integralmente con i suoi sette episodi dal 14 gennaio 2026.

Fry è un biochimico e biologo molecolare di fama mondiale, noto per le sue ricerche sui veleni e per dirigere il Venomics Laboratory presso l’Università del Queensland. Con un approccio unico, che combina rigore scientifico e spirito d’avventura, ha condiviso con noi le sue scoperte più affascinanti e il metodo che lo ha portato a risultati significativi anche durante le riprese di Pole to Pole.

Le anaconda, un bioindicatore inaspettato e una nuova specie

Durante le riprese della serie, Bryan Fry ha fatto una scoperta straordinaria che ha ridefinito la nostra comprensione delle anaconda. Oltre a identificare una specie di anaconda verde geneticamente distinta, ha dimostrato come questi animali possano diventare bioindicatori cruciali per monitorare l’impatto degli sversamenti di petrolio.

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“È stato molto divertente, ovviamente», ha raccontato Fry, «ma ciò che è probabilmente più importante è che questa anaconda è molto unica, perché i maschi sono molto più piccoli delle femmine. Ed è proprio questo che ci ha permesso di usarla come bioindicatore dell’impatto dello sversamento di petrolio”.

La scoperta che l’anaconda verde comprenda due specie geneticamente distinte è, nelle sue parole, “veramente, veramente fantastica” soprattuttoper gli appassionati di serpenti. Tuttavia, la vera rilevanza scientifica emerge dallo studio del dimorfismo sessuale. Le femmine possono raggiungere i sette-otto metri di lunghezza e pesare fino a 250 chili, mentre i maschi sono molto più piccoli, con dimensioni di circa due-due metri e mezzo e un peso tra i 15 e i 20 chili.

Questa enorme differenza implica diete radicalmente diverse. Le femmine si nutrono di animali alla base della catena alimentare, come i cervi, mentre i maschi predano pesci carnivori, caimani e rane. Da qui nasce l’intuizione scientifica di Fry: se le sostanze chimiche entrano nella catena alimentare e si bioaccumulano nelle piante per poi biomagnificarsi man mano che risalgono la catena, questa contaminazione dovrebbe riflettersi in modo diverso tra maschi e femmine.

La teoria prevedeva che le femmine, nutrendosi alla base della catena alimentare, avessero una contaminazione chimica inferiore rispetto ai maschi. I risultati hanno purtroppo confermato l’ipotesi. “I prodotti chimici più potenti e dannosi, come piombo e cadmio, che influenzano la fertilità, causano danni al DNA degli spermatozoi e degli ovuli, portando a tassi più elevati di aborti spontanei, difetti alla nascita e problemi di sviluppo, sono molto più presenti nei maschi”, ha spiegato Fry.

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Questa ricerca non è solo di interesse accademico. Ha implicazioni dirette per le popolazioni Waorani, che consumano gli stessi animali e sono quindi esposte agli stessi rischi chimici. “Per me è stato davvero bello scoprire che l’anaconda verde fosse in realtà due animali diversi”, ha concluso Fry,ma ancora più importante è stato capire che questa nuova specie, unica nella sua morfologia, può diventare uno strumento fondamentale”.

La resilienza del ricercatore: trasformare le avversità in opportunità

Oltre a essere uno scienziato brillante, Bryan Fry è anche un esempio di straordinaria resilienza. Le difficoltà personali, anziché fermarlo, hanno rafforzato la sua determinazione.

“Sono una di quelle persone che usa gli insuccessi come carburante”, ha raccontato. Nel 2010, un grave infortunio alla schiena lo ha costretto a mesi di ricovero e all’uso di oppioidi, compromettendo il suo sistema endocrino. Questa esperienza lo ha spinto ad ampliare il campo della sua ricerca, includendo lo studio dei disturbatori endocrini.

“Ho usato quella rabbia per la mia situazione personale”, ha spiegato, “e ho continuato a gestire il laboratorio, prendermi cura dei miei figli, insegnare, scrivere sovvenzioni e fare esplorazioni”In quel periodo ha conseguito anche due nuovi titoli: un master in salute e sicurezza sul lavoro e uno in igiene del lavoro, acquisendo competenze fondamentali per approfondire questi composti.

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Questa nuova specializzazione ha aperto la strada allo studio sui Waorani e, in futuro, a una spedizione alle Isole Salomone, dove Fry intende indagare sugli effetti delle sostanze chimiche rilasciate dalle armi della Seconda Guerra Mondiale in fase di decomposizione. “Nella scrittura cinese, la parola crisi è composta dai caratteri per pericolo e opportunità”, ha osservato, sottolineando come le avversità possano trasformarsi in occasioni di crescita.

Quando la scienza incontra lo spettacolo: l’esplorazione continua

La collaborazione con Will Smith in Pole to Pole dimostra come scienza e intrattenimento possano convivere e rafforzarsi a vicenda. Il messaggio centrale è chiaro: l’età dell’esplorazione non è affatto finita. Fry spera che la serie spinga il pubblico a farsi domande e a rendersi conto di quanto resti ancora da scoprire.

Ha inoltre ricordato il potenziale terapeutico degli animali velenosi, citando il Captopril, un farmaco per l’ipertensione derivato da una tossina di serpente che genera ogni anno un mercato multimiliardario. “È un farmaco vecchio di cinquant’anni”, ha spiegato,”e vale ancora tra i 15 e i 20 miliardi di dollari l’anno. È una tossina di serpente modificata”.

Questo esempio chiarisce perché la conservazione di queste specie sia fondamentale. «”Anche se le persone non si curano della natura in generale o degli animali velenosi in particolare”a dichiarato Fry, “vrebbero volerli preservare almeno per il loro potenziale economico. Sono un’opportunità non solo per generare valore, ma soprattutto per salvare vite”.

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L’intervista a Bryan Fry offre uno sguardo affascinante sulla scienza contemporanea, dove curiosità, resilienza e rispetto per la natura si intrecciano dando vita a scoperte di grande impatto. La sua capacità di trasformare le difficoltà personali in nuove direzioni di ricerca, unita alla forza divulgativa di una serie come Pole to Pole, dimostra che l’esplorazione scientifica è più viva che mai, capace di svelare i segreti del mondo naturale e di contribuire concretamente alla soluzione di problemi globali.

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