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Il Signore degli Anelli, questo sottovalutato personaggio meriterebbe assolutamente un proprio spin-off

Il Signore degli Anelli, questo sottovalutato personaggio meriterebbe assolutamente un proprio spin-off

C’è un motivo se i fan de Il Signore degli Anelli discutono ancora oggi di dettagli apparentemente secondari, dalle ali del Balrog al destino delle Entesse. Non è solo questione di ossessione, ma della straordinaria profondità con cui J.R.R. Tolkien ha costruito la Terra di Mezzo. Un universo talmente ricco e stratificato che persino i personaggi più marginali sembrano portarsi dietro secoli di storia non raccontata.

La trilogia cinematografica di Peter Jackson ha reso giustizia all’epica tolkieniana, ma è inevitabile che, in un racconto corale di tale portata, alcune figure restino sullo sfondo. La Compagnia dell’Anello conta nove membri, e attorno a loro ruota una costellazione di re, maghi, guerrieri e creature antiche, ciascuno con un passato che meriterebbe di essere esplorato. Tra questi, c’è un personaggio che più di tutti incarna il mistero e il potenziale inespresso della saga: Tom Bombadil.

Tom Bombadil compare ne La Compagnia dell’Anello (nel romanzo, ma non nel film, dove è stato completamente escluso) come una figura enigmatica e fuori dagli schemi. Vive nella Vecchia Foresta, vicino alla Contea, insieme alla moglie Baccadoro. Quando Frodo e gli altri hobbit, in fuga dai Nazgûl, finiscono nel suo territorio, è lui a salvarli con sorprendente naturalezza. Li libera dalle radici dell’Uomo Salice, li ospita nella sua casa, canta senza sosta e li rimette in cammino, quasi con leggerezza.

Ma ciò che rende Tom Bombadil davvero unico nella Terra di Mezzo è il suo rapporto con l’Unico Anello. Quando Frodo gli mostra l’Anello, Tom lo prende, lo indossa e… non succede nulla. L’oggetto più potente e corruttore dell’intera saga non esercita su di lui alcuna influenza. Nessuna tentazione, nessuna invisibilità, nessun potere. È l’unico personaggio per cui l’Anello non rappresenta una minaccia né un richiamo.

Tolkien non fornisce mai una spiegazione definitiva sulla sua natura, e lo fa intenzionalmente. In alcune lettere lo descrive come una sorta di “spirito della campagna inglese”, ma all’interno del mondo narrativo neppure figure come Gandalf o Galadriel sembrano comprenderne pienamente l’essenza. Tom si definisce “il più antico”, affermando di essere esistito prima dei fiumi, prima degli alberi, prima delle piogge. Una presenza primordiale, precedente perfino all’Oscuro Signore.

È proprio questa aura di mistero a rendere Bombadil un candidato ideale per uno spin-off o un prequel. Non tanto per aggiungere azione o conflitti spettacolari, quanto per approfondire la dimensione mitologica della Terra di Mezzo. Un racconto su di lui potrebbe esplorare le origini del mondo, il rapporto tra natura e potere, l’equilibrio tra luce e ombra prima ancora dell’ascesa di Sauron.

A differenza di altri personaggi più centrali, Tom Bombadil non è guidato dall’ambizione, dalla guerra o dalla vendetta. È una figura che esiste al di fuori delle dinamiche di dominio che muovono il resto della saga. Proprio per questo, uno spin-off dedicato a lui offrirebbe una prospettiva completamente diversa sull’universo tolkieniano: meno incentrata sulla battaglia per il potere e più radicata nel mito, nel tempo e nella memoria.

In un panorama in cui la Terra di Mezzo continua a espandersi tra serie e nuovi progetti, riscoprire un personaggio tanto enigmatico quanto sottovalutato potrebbe essere la mossa più audace. Perché, a volte, le storie più affascinanti non sono quelle al centro della scena, ma quelle rimaste ai margini.

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