La trilogia cinematografica de Il Signore degli Anelli, diretta da Peter Jackson, è spesso citata come uno degli adattamenti letterari più riusciti della storia del cinema. Eppure, nonostante la sua notevole fedeltà ai romanzi di J. R. R. Tolkien, i film si prendono anche alcune libertà creative importanti. La più discussa riguarda l’eliminazione di Tom Bombadil, uno dei personaggi più enigmatici e affascinanti dell’intera saga letteraria.
Nei libri, Bombadil appare come una figura fuori da ogni schema. Non è un Uomo, né un Elfo, né un Nano, e nemmeno un Hobbit. Vive nell’Antica Foresta insieme alla moglie Goldberry e sembra del tutto estraneo alle logiche di potere che governano la Terra di Mezzo. Il suo tratto più sorprendente è che l’Unico Anello non ha alcun effetto su di lui: Tom può indossarlo senza diventare invisibile e senza subirne la corruzione, un dettaglio che lo rende potenzialmente uno degli esseri più potenti dell’universo di Tolkien, ma anche uno dei più incomprensibili.
Tolkien stesso non ha mai chiarito fino in fondo chi o cosa fosse davvero Bombadil. In alcune lettere lo definisce “non essenziale alla narrazione”, spiegando di averlo inserito perché già esistente in precedenti poesie e perché utile a evocare un senso di mistero e di libertà primordiale. Bombadil, più che servire la trama, serve l’atmosfera: rappresenta qualcosa di antico, incontaminato, che esiste al di fuori del conflitto tra Bene e Male.
Proprio per questo, però, il personaggio diventa un problema in un adattamento cinematografico. Nei commenti audio dell’edizione home video de La Compagnia dell’Anello, Peter Jackson ha spiegato che le sequenze dedicate a Bombadil non contribuivano in modo diretto all’avanzamento della storia e rischiavano di rallentare ulteriormente un film già molto lungo. Tagliare Bombadil ha permesso di concentrare il racconto sul viaggio della Compagnia e di dare maggiore spazio a elementi ritenuti più funzionali, come la prigionia di Gandalf e l’ascesa di Saruman.
La scelta ha inevitabilmente deluso molti lettori, per i quali Bombadil incarna uno degli aspetti più poetici e sfuggenti dell’opera di Tolkien. Allo stesso tempo, però, è proprio l’autore ad aver fornito, indirettamente, la giustificazione più forte al taglio: se Bombadil non è centrale per la storia dell’Anello, allora può essere sacrificato in favore di una narrazione più compatta e cinematografica.
Nonostante l’assenza nei film di Jackson, Tom Bombadil non è scomparso dalle trasposizioni de Il Signore degli Anelli. Il personaggio è apparso in adattamenti radiofonici, miniserie televisive, videogiochi e, più recentemente, anche nella serie Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere, dove la sua presenza è stata letta da molti come un omaggio diretto ai fan dei libri.
Alla fine, l’eliminazione di Tom Bombadil dai film resta una delle decisioni più emblematiche del difficile equilibrio tra fedeltà letteraria ed efficacia cinematografica. Un taglio doloroso per i puristi, ma probabilmente inevitabile per trasformare un mondo così vasto e simbolico in una trilogia capace di parlare a un pubblico globale.
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Fonte: MovieWeb
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