La seconda stagione di Fallout sta per debuttare su Prime Video e le aspettative sono alle stelle. Il motivo è semplice: il viaggio di Lucy, Cooper Howard (Il Ghoul) e Maximus sta finalmente per intrecciarsi con uno dei luoghi più iconici dell’intera saga Bethesda–Obsidian: New Vegas, la città che nel 2010 ha ridefinito ciò che un gioco di ruolo open world può essere.
La fotografia mozzafiato, il ritmo solido e il rispetto sorprendente per il materiale originale hanno reso la prima stagione una delle trasposizioni videoludiche più riuscite di sempre. Ma ora la domanda è inevitabile: la serie riuscirà davvero a raccontare New Vegas?
Il punto di partenza: il finale della prima stagione
Il nuovo ciclo di episodi riprenderà esattamente da dove ci eravamo fermati:
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la verità sulla Vault-Tec e sul ruolo di Hank MacLean,
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la ricerca di Lucy, finalmente consapevole della menzogna in cui era cresciuta,
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il legame sempre più stretto (e ambiguo) con Il Ghoul,
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Maximus determinato a seguire le tracce della protagonista per conto della Confraternita d’Acciaio.
Tutto conduce verso un’unica direzione: il deserto del Mojave e la misteriosa, corrotta, affascinante New Vegas.
Fallout: New Vegas non sarà adattato fedelmente — ed è giusto così
Molti fan, fin dal primo teaser della S2, hanno iniziato a fantasticare su un riadattamento diretto del videogame Fallout: New Vegas.
Ma è necessario chiarire un aspetto fondamentale: la serie seguirà una propria strada narrativa.
L’attore Aaron Moten (Maximus), intervistato da The Spill, ha confermato che la serie non renderà canonico nessuno dei finali del gioco.
Il motivo è strutturale: l’universo televisivo è ambientato nel 2296, cioè 15 anni dopo gli eventi del titolo Obsidian. La situazione politica, i rapporti di forza e gli equilibri fra le fazioni non corrispondono più a quelli del 2010.
Questo libera la serie da una gabbia narrativa, permettendole di:
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reinventare New Vegas per il linguaggio televisivo,
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mostrare una città diversa, segnata dal tempo e dalle conseguenze di eventi non rappresentati nel gioco,
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dare centralità a personaggi nuovi come Lucy e Cooper, invece di rincorrere il mito del “Corriere”.
La città dannata: cosa ci aspetta a New Vegas
La produzione ha confermato la presenza (diretta o indiretta) delle fazioni storiche:
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Caesar’s Legion, più brutale e militarizzata,
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NCR (New California Republic), ancora convinta di essere “la civiltà che avanza”,
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Mr. House, l’enigma tecnologico di Vegas, figura chiave anche nella serie… e su cui c’è enorme curiosità.
Il viaggio di Lucy e del Ghoul li porterà nel cuore della Strip, ma non aspettarti una copia uno-a-uno del videogioco. Gli sceneggiatori vogliono esplorare:
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il lato politico della rinascita (o caduta?) di Vegas,
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la corruzione e le macerie morali del Mojave,
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nuovi punti di contatto con la storia segreta della Vault-Tec.
Lucy, Maximus e Il Ghoul: tre strade verso una stessa verità
La seconda stagione approfondirà soprattutto l’identità dei protagonisti:
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Lucy non è più l’ingenua ragazza del Vault 33: dovrà sopravvivere in un mondo che ora conosce davvero.
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Il Ghoul diventerà sempre più centrale, soprattutto come archivio vivente dell’America pre-guerra.
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Maximus sarà costretto a scegliere fra il dogma della Confraternita e la verità che Lucy porta con sé.
Tutti i loro percorsi convergeranno nella stessa città: New Vegas, un luogo dove la verità e il potere non sono mai ciò che sembrano.
Fallout 2 su Prime Video: quando esce
La seconda stagione arriverà il 17 dicembre su Prime Video con il primo episodio. Con lo slittamento di The Boys, è ufficialmente il titolo più atteso dell’anno per la piattaforma di Amazon.
Conclusione: nostalgia, aspettative e la forza del cambiamento
Fallout è una saga che vive di nostalgia, ma la serie TV ha dimostrato che può rendere omaggio al videogioco senza inchinarsi al suo canone.
New Vegas nel 2296 non è la New Vegas del 2281 — e forse è proprio questo a renderla così intrigante.
Se la serie saprà cogliere lo spirito del Mojave, senza limitarvisi, allora la seconda stagione potrebbe non solo raccontare New Vegas… ma reinventarla in modo memorabile.


