Le nomination agli Oscar 2026 hanno inevitabilmente riacceso il dibattito sugli esclusi eccellenti, un rituale che accompagna ogni edizione dei premi dell’Academy. Se da un lato titoli come Sinners e Una battaglia dopo l’altra hanno dominato la scena con un numero record di candidature, dall’altro non sono mancate assenze clamorose destinate a far discutere. Da Chase Infiniti a Paul Mescal, passando per Jennifer Lawrence, Guillermo Del Toro e interi cast rimasti a mani vuote, la lista degli “snobbati” è lunga. Ma tra tutti i nomi rimasti fuori ce n’è uno che sembra aver fatto infuriare più degli altri una parte consistente di pubblico e appassionati: quello di Russell Crowe, assente dalle nomination nonostante la sua interpretazione in Norimberga.
Da mesi, infatti, il suo nome circolava con insistenza nel cosiddetto “Oscar buzz”. La prova nei panni di Hermann Göring in Norimberga era considerata da molti una delle più imponenti e stratificate della sua carriera recente, al punto da rendere quasi scontata una candidatura come Miglior attore. Crowe affronta il personaggio senza indulgenze, lavorando su una presenza scenica ingombrante, su un uso controllato della voce e su una fisicità che restituisce tutta l’arroganza, la fragilità e il cinismo di una figura storica complessa e disturbante. Una performance che molti avevano decretato come “da Oscar”, anche alla luce del tipo di film e di ruolo che tradizionalmente attirano l’attenzione dell’Academy.
L’annuncio ufficiale delle nomination, però, ha ribaltato queste aspettative, lasciando spazio a reazioni molto dure da parte del pubblico. Nei commenti apparsi anche sui social, il tono è spesso di incredulità e rabbia. C’è chi scrive: «È veramente assurdo! Le interpretazioni di Russell Crowe e Rami Malek da Oscar! Delle nomination veramente assurde. Non ho parole». Altri sottolineano la delusione personale: «Mi aspettavo di leggere il nome di Russell Crowe, per la sua straordinaria interpretazione nel bellissimo film Norimberga!». E non manca chi allarga il discorso all’intera annata: «Ma Norimberga? Nulla di nulla? La prova di Russell Crowe? Che schifo. Dico solo che il 2025 è stato un anno “povero” di film, per le nomination che ho letto». E via dicendo.
Alla luce della sua carriera, qualcuno potrebbe sostenere che Russell Crowe non abbia certo bisogno di un’ulteriore candidatura per legittimare il proprio talento, già consacrato da premi e riconoscimenti internazionali. E l’esclusione potrebbe anche essere letta come il segnale di un’annata particolarmente competitiva, ricca di interpretazioni forti e divisive. Resta però il fatto che, per molti fan, l’assenza di Norimberga e del suo protagonista dalle categorie attoriali più importanti rimarrà una delle delusioni più brucianti di questi Oscar 2026.
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