Dopo quasi 30 anni One Piece ha raggiunto il perfetto punto dincontro con Il Trono di Spade

Da sempre One Piece si diverte a viaggiare dentro immaginari riconoscibili, piegandoli al suo tono e al suo senso dell’avventura: i richiami ai nativi americani che colorano Skypiea, l’eco di una Venezia fantastica che scorre tra i canali di Water Seven, l’horror giocoso e goticheggiante di Thriller Bark, fino al Medioevo riletto in chiave fiabesca per Dressrosa e alla tradizione dei samurai che ha fatto da ossatura alla lunga saga di Wano. È un metodo che Eiichiro Oda ha trasformato in marchio di fabbrica, capace di rendere ogni isola un mondo a sé e, insieme, un tassello di un mosaico più grande. Ma con Elbaf la sensazione è che si sia passati a un livello diverso: non solo una nuova ispirazione, bensì una congiunzione che avvicina davvero la serie a un immaginario fantasy da Trono di Spade.

Il punto di contatto, prima di tutto, è l’atmosfera. Elbaf guarda con decisione alla tradizione nordica e all’idea di un popolo legato al mito, alla genealogia, al prestigio guerriero. In questo scenario, l’avventura dei Pirati di Cappello di Paglia si muove dentro un mondo che sembra più antico e più solenne del solito, dove la posta in gioco non è soltanto la prossima tappa del viaggio, ma la stabilità stessa di un regno e la sua eredità. È qui che entra in campo il lessico tipico di Westeros: la lotta di successione, il peso del sangue, il tema del trono come simbolo e come minaccia, perché ogni scelta di potere genera fratture e alleanze, e ogni fazione crede di incarnare il destino.

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A rendere il parallelo ancora più evidente c’è l’uso di elementi “grandi” e spaventosi, che in Game of Thrones hanno spesso segnato un cambio di passo. I draghi, per esempio, non sono solo un ornamento spettacolare: diventano una prova di forza e un segnale di rottura dell’ordine naturale, un evento che costringe tutti a riposizionarsi. In questa chiave, Elbaf e i capitoli recenti del manga sembrano usare la meraviglia per alzare la tensione politica, come se il fantastico non servisse più soltanto a stupire, ma a riscrivere gli equilibri.

Cr. Courtesy of Shueisha

Poi c’è la profezia, che nel mondo di Martin è un motore ambiguo e pericoloso: promette verità, ma porta equivoci, alimenta fanatismi, giustifica guerre. One Piece non sta diventando “adulto” come Il Trono di Spade, e non ne rincorre il buio più estremo, però in Elbaf lascia che il mito e la previsione incidano più del solito sul presente, espandendo la mitologia e dando ai personaggi la sensazione di essere pedine dentro un disegno più vasto. È questo incastro, tra intrigo regale, creature leggendarie e destino, a creare il punto d’incontro: la grandiosità di Westeros filtrata dal cuore avventuroso di Oda, senza tradire l’identità della ciurma ma alzando l’asticella della sua epopea.

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