Dopo aver visto Buen Camino tantissimi uomini stanno prenotando la stessa visita medica

Non succede spesso che una commedia italiana trasformi il pubblico in massa in spettatori affamati di ossigeno narrativo e di risate, ma Buen Camino, l’ultimo film da record di Checco Zalone, ha fatto esattamente questo e molto di più. Uscito nelle sale il 25 dicembre 2025 e diretto da Gennaro Nunziante, è diventato in poche settimane il film con il maggiore incasso di sempre in Italia, superando persino il record italiano detenuto fino ad allora da Quo vado?e battendo anche storici confronti con titoli internazionali come Avatar nella speciale classifica del box office nazionale. Nel corso della sua corsa in sala ha raccolto decine di milioni di euro e milioni di spettatori, consolidando Zalone come il protagonista indiscusso del cinema popolare contemporaneo e facendo parlare di sé su scala nazionale e non solo.

Se il successo al botteghino di Buen Camino ha tenuto sulle spine produttori, distributori e operatori del cinema, c’è un altro fenomeno molto più curioso che sta attirando l’attenzione dei medici e del pubblico: un vero e proprio boom di prenotazioni per visite mediche urologiche, in particolare legate alla salute della prostata.La notizia è ribadita dal Corriere della Sera con un’intervista all’urologo barese Roberto Piccinni, che ha messo in luce un effetto imprevisto dell’uso dell’ironia nella narrazione cinematografica. Secondo Piccinni, dirigente medico all’ospedale Di Venere di Carbonara, «abbiamo registrato un aumento delle richieste di visite urologiche. Non è una percezione individuale: ne abbiamo parlato anche tra colleghi. L’incremento riguarda soprattutto uomini relativamente giovani». Questo perchè, spiega, «Nel film i disturbi mostrati sono quelli tipici della prostatite, un’infiammazione della prostata. È una condizione frequente tra i 20 e i 50 anni. Non si parla di tumore o di ipertrofia prostatica, che riguardano età diverse. Questo ha fatto sì che molti si riconoscessero in quei sintomi».

Piccinni sottolinea che Buen Camino (e il video Prostata Inflamada che lo ha anticipato) pur non essendo un film di divulgazione sanitaria, ha contribuito involontariamente a far uscire dal tabù un tema spesso evitato: «Molti sintomi vengono attribuiti a una semplice cistite e non sempre ci si rivolge subito al medico. Il film ha reso quei segnali più riconoscibili», racconta, spiegando che molti uomini ora si rivolgono al medico, facendo domande su bruciore durante la minzione, bisogno di urinare più frequentemente e fastidi pelvici – sintomi classici di prostatite piuttosto che di patologie più gravi. E non è un caso: «Hovisitato, pochi giorni fa, un uomo di 51 anni che mi ha detto chiaramente di essere venuto perché, dopo aver visto il film, ha chiesto alla moglie di prenotargli una visita urologica. È un esempio molto concreto».

Qualche settimana prima, sul fronte nazionale della prevenzione, la Società italiana di urologia (SIU) aveva già segnalato un fenomeno simile: in un’intervista ad Adnkronos Salute, Vincenzo Mirone, responsabile dell’Ufficio Pazienti della SIU, aveva spiegato che dopo l’uscita di Buen Camino si registrava un aumento delle visite «urologiche preventive», anche se non ancora quantificato con dati precisi. Mirone aveva aggiunto che parlare con un linguaggio accessibile di salute maschile poteva far scattare una maggiore attenzione: «Questo dimostra che, se stimolati, anche i maschi iniziano a prendersi cura della propria salute».

Il fenomeno ha sorpreso professionisti e pubblico: una commedia capace non solo di dominare il box office, ma di smuovere abitudini consolidate, spingendo molti uomini a superare reticenze e pregiudizi per prenotare visite che spesso venivano rimandate o ignorate. Come ha sintetizzato Mirone, «Benvenga l’ironia quando aiuta a fare prevenzione».

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