Negli ultimi anni il cinema horror sta vivendo una fase di straordinaria vitalità. Il genere non solo domina il box office, ma riesce sempre più spesso a ottenere riconoscimenti critici importanti. Alcuni titoli recenti sono arrivati fino alla stagione dei premi, mentre altri hanno conquistato pubblico e recensioni entusiaste, dimostrando che l’horror può essere allo stesso tempo popolare e raffinato.
In questo contesto positivo, il caso di Psycho Killer spicca per ragioni opposte. Il film ha infatti debuttato con un rarissimo 0% di recensioni positive su Rotten Tomatoes, uno dei risultati peggiori possibili per una nuova uscita. Dopo le prime venti recensioni raccolte, nessun critico ha promosso il film. Anche il pubblico sembra condividere il giudizio negativo, con un punteggio spettatori fermo poco sopra il 30%.
Il dato è ancora più sorprendente se si considera la lunga e travagliata gestazione del progetto. Psycho Killer è rimasto in fase di sviluppo per quasi due decenni. Una prima bozza della sceneggiatura era stata completata nel 2007 da Andrew Kevin Walker, autore di Seven e collaboratore storico di David Fincher. Nel corso degli anni il film ha attraversato numerosi cambi di direzione, con diversi nomi coinvolti e altrettanti rallentamenti produttivi. Le riprese sono iniziate solo nel 2023 e il film arriva ora in sala a distanza di tre anni dalla fine della produzione.
Proprio il nome di Walker aveva alimentato aspettative, se non di capolavoro, quantomeno di un thriller solido e carico di tensione. La sua carriera dopo Seven è stata altalenante, ma aveva comunque dimostrato di saper costruire atmosfere cupe e personaggi memorabili. Per questo motivo, l’accoglienza critica così severa rappresenta un epilogo particolarmente amaro per un progetto rimasto tanto a lungo in sviluppo.
La trama segue un’agente di polizia impegnata a indagare sull’omicidio del marito, finendo presto nel mirino di un serial killer. Un punto di partenza che, sulla carta, avrebbe potuto dare vita a un racconto intenso, capace di mescolare dramma personale e tensione investigativa. Secondo le recensioni, però, il risultato finale soffre di una regia confusa, una struttura narrativa fragile e interpretazioni poco incisive. Molti critici hanno sottolineato come il film non riesca mai a sfruttare davvero il potenziale del suo concept.
Con un passaparola così negativo, le prospettive al box office non appaiono rosee. Il budget, inferiore ai 10 milioni di dollari, potrebbe limitare le perdite economiche, ma la concorrenza in sala è forte e il pubblico dell’horror ha oggi molte alternative più apprezzate. Resta la possibilità che Psycho Killer trovi una seconda vita in streaming, dove spesso anche i titoli più criticati riescono a conquistare una nicchia di spettatori curiosi.
Per ora, tuttavia, il film entra nella cronaca soprattutto per il motivo meno ambito: dopo vent’anni di sviluppo, ha ottenuto il risultato più temuto da qualsiasi produzione cinematografica.
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