Vent’anni dopo aver scioccato il pubblico con la sua violenza, la sua ironia tagliente e la sua satira sul capitalismo americano, American Psycho potrebbe tornare sul grande schermo. Ma non come ve lo ricordate. Secondo un’indiscrezione riportata da The Sun e confermata da World of Reel, Luca Guadagnino sarebbe infatti al lavoro su un remake del celebre film del 2000 diretto da Mary Harron, con un’idea audace: ribaltare completamente la prospettiva, rendendo il protagonista — o meglio, la protagonista — una donna.
Il progetto, ancora in fase di sviluppo, vedrebbe Margot Robbie in trattative avanzate per interpretare la nuova incarnazione di Patrick Bateman, l’affascinante e disturbato yuppie newyorkese reso immortale da Christian Bale nel film originale. Un casting che, se confermato, segnerebbe una svolta radicale nella carriera dell’attrice australiana, pronta ad abbandonare i toni pop di Barbie per un ruolo cupo, ambiguo e provocatorio.
Stando alle prime indiscrezioni, Guadagnino — reduce dal successo di Challengers e dall’acclamato After the Hunt — sarebbe interessato a reinterpretare il mito di Bateman attraverso un punto di vista femminile, esplorando le stesse ossessioni di potere, desiderio e controllo che animavano il romanzo originale di Bret Easton Ellis, ma in una chiave completamente diversa.
La sceneggiatura, firmata da Scott Z. Burns (Contagion, The Report), dovrebbe ampliare la componente erotica e psicologica del racconto, lasciando in secondo piano la satira iper-maschile che aveva caratterizzato il film del 2000. L’obiettivo sarebbe quello di trasformare American Psycho in un thriller sensuale e disturbante, più vicino alla poetica di Guadagnino, dove l’identità diventa un territorio instabile e il desiderio un’arma a doppio taglio.
Un’operazione ad altissimo rischio, ma perfettamente coerente con la filmografia del regista italiano, da sempre attratto da figure ai margini della normalità, da corpi e pulsioni che sfidano i confini del genere e della morale.
L’idea di un American Psycho “al femminile” non è solo una trovata provocatoria: potrebbe rappresentare un modo per rileggere la misoginia dell’opera originale da una nuova prospettiva. Quando il romanzo uscì nel 1991, e ancora di più con il film del 2000, Ellis e Harron vennero accusati di raccontare la violenza di Bateman con troppa ambiguità. Guadagnino, invece, sembrerebbe voler ribaltare la narrazione, chiedendosi cosa accadrebbe se il potere, la vanità e la ferocia del mondo di Bateman appartenessero a una donna.
E per Margot Robbie, questo potrebbe essere il ruolo perfetto per mostrare un volto completamente diverso della sua carriera. Curiosamente, l’attrice aveva già giocato con l’immaginario del film nel cortometraggio Australian Psycho, realizzato da Vogue nel 2016, dove reinterpretava in chiave ironica la celebre scena della beauty routine di Patrick Bateman.
Oggi, dieci anni dopo, quello scherzo sembra essersi trasformato in una profezia. Per ora non ci sono conferme ufficiali né una data di inizio riprese, ma American Psycho versione Guadagnino è già uno dei titoli più chiacchierati di Hollywood.
Con un budget importante e una distribuzione che potrebbe passare anche da Netflix, il film si preannuncia come una delle operazioni più controverse e attese dei prossimi anni: un remake che non si limita a rifare un cult, ma prova a decostruirlo e a riscriverne le regole.
E se l’idea di una Patrick Bateman donna vi sembra impossibile, ricordate che il vero orrore di American Psycho non è mai stato nel sangue, ma nello specchio.
© RIPRODUZIONE RISERVATA


