A quasi un decennio dall’uscita di Avengers: Infinity War, il Marvel Cinematic Universe continua a fare i conti con una delle scelte narrative più discusse della sua storia. Non si tratta di un intero film o di un arco narrativo sbagliato, ma di un singolo momento, diventato nel tempo simbolo di frustrazione, meme e accese discussioni tra i fan. Una scena che vede protagonista Peter Quill, alias Star-Lord, e che ancora oggi divide il pubblico.
Nel finale del film, durante il tentativo quasi riuscito di sottrarre il Guanto dell’Infinito a Thanos sul pianeta Titano, Quill perde il controllo dopo aver scoperto che Gamora è stata uccisa. La sua reazione emotiva manda in frantumi il piano degli Avengers e apre la strada alla sconfitta che porterà allo schiocco delle dita e alla scomparsa di metà delle forme di vita dell’universo. Per molti spettatori, è il momento esatto in cui Star-Lord “rovina tutto”.
Intervistato dal podcast Out of Order, Chris Pratt è tornato a parlare di quella sequenza, spiegando perché, ancora oggi, la considera non solo giusta, ma fondamentale. L’attore ha raccontato come la percezione di quella scena sia cambiata anche per lui nel corso del tempo, soprattutto osservando l’effetto che ha avuto sull’arco narrativo del personaggio e sulla reazione del pubblico.
Pratt ha ricordato come il lavoro su Infinity War e Avengers: Endgame sia stato molto diverso rispetto all’esperienza vissuta nei film dei Guardiani della Galassia. Il tempo trascorso sul set è stato limitato e, soprattutto, per la prima volta ha interpretato Star-Lord senza la guida diretta di James Gunn, il regista che aveva costruito l’identità del personaggio fin dal suo esordio. Un cambiamento che, secondo Pratt, si è riflesso anche nel modo in cui Quill è stato raccontato.
Nel corso degli anni, quella scelta narrativa è diventata una sorta di marchio per il personaggio. Pratt racconta di essere stato fermato per strada da fan pronti a rimproverarlo per le conseguenze delle azioni di Star-Lord, come se la colpa della sconfitta degli Avengers fosse davvero sua. Eppure, dal punto di vista dell’attore, quella scena rappresenta uno dei momenti più autenticamente umani dell’intero MCU.
Pratt sottolinea infatti come la reazione di Quill non sia quella di un eroe infallibile, ma di una persona travolta dal dolore e dal senso di perdita. Eliminare quella fragilità avrebbe significato svuotare il personaggio della sua dimensione emotiva. Senza quella scelta impulsiva, osserva l’attore, la storia si sarebbe risolta in pochi minuti, privando il film del suo peso tragico e della sua posta in gioco.
Col senno di poi, l’importanza di quella scena è diventata ancora più evidente. Le conseguenze delle azioni di Quill non vengono cancellate, ma continuano a riecheggiare nel tempo, trovando una risoluzione emotiva in Guardians of the Galaxy Vol. 3. È lì che Star-Lord è costretto ad affrontare definitivamente il lutto per Gamora e ad accettare che la versione della donna che amava non esiste più.
Secondo Pratt, nessuno sul set immaginava che quel momento sarebbe diventato così iconico e divisivo. Eppure, proprio quella scena ha contribuito a rendere Star-Lord uno dei personaggi più complessi del Marvel Cinematic Universe, segnandone l’evoluzione in modo irreversibile. Non a caso, i Marvel Studios hanno già anticipato che il “leggendario Star-Lord” tornerà in futuro, lasciando intendere che la sua storia non è ancora conclusa.
A distanza di otto anni, quella scelta narrativa resta controversa, ma è anche la prova di quanto Infinity War abbia osato spingere i suoi personaggi oltre i confini dell’eroismo tradizionale. Ed è forse proprio per questo che, ancora oggi, continua a far discutere.
Fonte: Out of Order
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