Nuovi attacchi ai freezer dei supermercati in tutta Europa
Nuovi attacchi sospetti ai sistemi di refrigerazione dei supermercati hanno colpito più Paesi europei, dopo la prima ondata in Francia a ottobre.

Il 2 novembre 2026 una nuova ondata di attacchi sospetti ai sistemi di refrigerazione dei supermercati ha interessato più Paesi europei, riportando l’attenzione su una superficie d’attacco spesso trascurata: i controller connessi che gestiscono freezer e frigo industriali.
Le ricostruzioni disponibili citano episodi in Belgio, Svezia, Irlanda, Paesi Bassi, Finlandia ed Estonia. Nei report iniziali l’Italia non risulta coinvolta. Il dato più rilevante, però, è un altro: il nuovo episodio non appare isolato, ma come la prosecuzione di una campagna già osservata in Francia a metà ottobre.
Dalla Francia al resto d’Europa: un attacco che si replica
Tra l’11 e il 12 ottobre, in Francia, una prima ondata aveva già colpito centinaia di supermercati. Le stime circolate nelle inchieste parlano di circa 700 negozi coinvolti, mentre altre ricostruzioni indicano almeno 350 punti vendita colpiti. In entrambi i casi, si tratta di un impatto ampio, molto lontano dall’idea di un incidente circoscritto.
La nuova ondata suggerisce che il problema non riguardi una sola catena o un singolo fornitore. Nelle ricostruzioni compaiono infatti più famiglie di controller per la refrigerazione, tra cui Danfoss, Copeland e Dixell. È un elemento importante: quando il bersaglio è un’intera classe di dispositivi diffusi, la vulnerabilità può estendersi rapidamente su più reti e in più Paesi.
Il meccanismo: sbrinamento alterato e temperature fuori controllo
Secondo le fonti tecniche e giornalistiche, gli aggressori avrebbero modificato impostazioni di sbrinamento e temperatura, portando in alcuni casi gli impianti fino a circa 50 °C. Il risultato è stato lo scongelamento rapido degli alimenti e la perdita della merce conservata nei freezer e nei banchi frigo.
Questo cambia la natura dell’incidente: non si tratta solo di un guasto informatico, ma di un sabotaggio con effetti materiali immediati. Quando salta la refrigerazione, il danno non riguarda soltanto l’impianto: entrano in gioco lo smaltimento delle scorte, il fermo operativo e i costi per la sostituzione o la messa in sicurezza dei sistemi compromessi.
Perché l’impatto va oltre il negozio colpito
Il caso mette in evidenza la convergenza tra cybersecurity e filiera alimentare. Un sistema di refrigerazione compromesso può generare perdite dirette sulle merci, costi di bonifica, interruzioni nella vendita e danni reputazionali. Se l’incidente coinvolge più punti vendita o più Paesi, il problema diventa anche di continuità del servizio e di resilienza della grande distribuzione.
Le fonti indicano inoltre che i ricercatori avevano già avvertito mesi prima della possibilità di sfruttare vulnerabilità nei controller per cambiare i parametri del sistema. In altre parole, il rischio non era del tutto inatteso: ciò che emerge oggi è la distanza tra la conoscenza tecnica del problema e la sua mitigazione concreta sul campo.
Le contromisure: meno esposizione online, ma non basta
Le raccomandazioni circolate dopo i primi episodi vanno in una direzione precisa: ridurre l’esposizione Internet dei controller e trattare questi incidenti come un problema di sicurezza industriale, non soltanto informatica. È un cambio di prospettiva importante, perché obbliga a considerare i sistemi di refrigerazione come asset critici, non come periferiche secondarie della rete aziendale.
Alcuni interventi, però, potrebbero non essere risolvibili solo via software. Secondo il CEO di Sabcobel, per mettere definitivamente al sicuro alcuni impianti servirebbero anche modifiche fisiche, non soltanto aggiornamenti o patch. Se confermato, questo significa che la risposta più efficace può richiedere tempi, investimenti e fermi impianto più lunghi di quanto una semplice correzione remota consentirebbe.
Attribuzione ancora aperta, ma il rischio è già chiaro
Al momento, le fonti non attribuiscono con certezza gli attacchi a un gruppo specifico. È un elemento da tenere distinto dal resto del quadro: la mancanza di un’attribuzione solida non riduce la gravità dell’incidente né la sua ricorrenza. Quello che è verificato, invece, è il pattern operativo: accesso ai controller, alterazione dei parametri termici, perdita delle scorte e ampliamento del perimetro geografico.
La vicenda mostra quanto una vulnerabilità nei sistemi OT possa trasformarsi in un problema di sicurezza alimentare e logistica, non solo di rete. E segnala che la difesa dei supermercati passa ormai anche dalla protezione di apparati industriali connessi che, fino a poco tempo fa, venivano percepiti come marginali rispetto alla superficie d’attacco.
Fonti
- https://www.axios.com/2026/11/02/europe-supermarket-fridges-attacks-food
- https://therecord.media/cyberattack-grocery-freezers-europe
- https://www.euronews.com/2026/10/14/thousands-of-supermarket-fridges-still-exposed-after-cyberattack
- https://www.lemonde.fr/en/pixels/article/2026/10/13/after-danfoss-hackers-strike-other-refrigeration-systems-used-in-france_6758565_13.html
- https://www.theregister.com/security/2026/10/15/researchers-warned-attackers-could-defrost-the-food-months-before-french-supermarkets-got-hit/5303425


