Will Smith ha pubblicato un video del suo tour europeo che sta facendo impazzire Internet per tutti i motivi sbagliati. Migliaia di fan che lo acclamano, cartelli che dichiarano come la sua musica abbia aiutato a superare il cancro, volti sorridenti a perdita d’occhio.
Tutto bellissimo, se non fosse che sembra generato dall’intelligenza artificiale. Facce deformate, dita in posizioni impossibili, dettagli che non tornano. Il paradosso? I fan sono probabilmente veri, ma il modo in cui sono stati rappresentati li fa sembrare finti. E oggi, sembrare finto è peggio che essere finto.
Will Smith accusato di usare l’AI, il video che sembra troppo finto
Il video di Smith mostra un mare di fan durante il suo recente tour europeo. La mia parte preferita del tour è vedervi tutti da vicino
, recita la didascalia. Grazie per vedere anche me
. Poetico, toccante, ma il dubbio sorge spontaneo.
Secondo i social, Will Smith ha usato l‘AI per gonfiare le dimensioni delle sue folle o addirittura inventare storie commoventi di fan. Per un attore che sta ancora cercando di riprendersi dallo “schiaffo” agli Oscar, sarebbe un disastro reputazionale non da poco.
Andy Baio, blogger tech, ha fatto quello che nessuno sui social fa mai: ricerca. Ha scavato nei post precedenti di Smith trovando foto e video degli stessi fan, degli stessi cartelli, delle stesse scene mostrate nel video incriminato. Le prove suggeriscono che i fan sono reali.
Ma allora perché sembrano finti? La teoria più probabile è che il team di Smith abbia creato un collage usando footage reale come base per generazioni AI, creando una sorta di ibrido mostruoso tra realtà e sintesi digitale.
Lo zampino dei filtri AI di YouTube
Come se non bastasse, YouTube ha scelto proprio questo momento per testare una nuova funzione che usa il machine learning tradizionale per “migliorare” la qualità degli Shorts, rimuovendo sfocature e rumore. Il risultato? Il video di Smith su YouTube sembra ancora più finto che su altre piattaforme.
Rene Ritchie, liaison creator di YouTube, ha dovuto annunciare frettolosamente che la piattaforma permetterà ai creator di disattivare questa “miglioria”.
Il paradosso della post-produzione nell’era dell’AI
Si potrebbe sostenere che Will Smith non ha ingannato nessuno. Il suo team ha semplicemente usato l’AI come strumento creativo per rendere un post più accattivante visivamente, non diversamente da come si usa Photoshop o l’autotune.
Ma il pubblico non la vede così. C’è una resistenza viscerale all’AI generativa che non esiste per altri strumenti creativi. È la differenza tra truccarsi per una foto e sostituire completamente il proprio volto. Entrambi sono “falsi” in un certo senso, ma uno è accettato socialmente, l’altro no.
Dov’è finita la fiducia?
Il vero problema non è se Will Smith abbia usato l’AI o meno. È che viviamo in un’epoca dove non possiamo più fidarci di quello che vediamo. Un video di fan reali sembra finto. Un deepfake ben fatto sembra reale. Non abbiamo strumenti affidabili per distinguere il vero dal falso, e questo sta creando un’atmosfera di paranoia digitale permanente.