Tutti abbiamo almeno tre personalità che convivono sullo stesso smartphone. C’è quella del gruppo di lavoro, dove si è professionali e composti. Quella del gruppo famiglia, dove si è il figlio/la figlia/il genitore, ecc. E fino a oggi WhatsApp costringeva a essere sempre se stessi, con lo stesso nome, in tutti i gruppi.
WhatsApp aggiunge descrizioni membro, sticker di testo e promemoria eventi
WhatsApp ha finalmente riconosciuto che siamo creature sfaccettate e ha lanciato una serie di nuove funzioni per i gruppi, la più interessante delle quali è proprio questa: le descrizioni personalizzabili per i membri. Ora si può scegliere un nome diverso per ogni gruppo. “Papà di Anna” nella chat dei genitori della scuola. “Portiere” nel gruppo di calcetto, ecc.
Seconda novità: gli sticker con testo. Ovvero, la possibilità di trasformare qualsiasi parola in uno sticker digitando il testo direttamente nella barra di ricerca degli sticker. Non si deve più cercare tra decine di pacchetti quello con scritto “OK” o “LOL” o “AIUTO”. Basta scrivere la parola, WhatsApp te la trasforma in adesivo grafico, e via.
Si possono anche aggiungere ai propri pacchetti personalizzati senza doverli per forza inviare subito in chat. Quindi ci si può costruire un arsenale di sticker di testo pronti all’uso per ogni occasione. “SONO IN RITARDO” in Comic Sans gigante. “NON CI CREDO” con font drammatico. Le possibilità sono infinite.
Terza funzione: i promemoria personalizzati per gli eventi di gruppo. Ora quando si crea un evento, per esempio la cena di venerdì, la partita di domenica, la riunione condominiale che nessuno vuole fare, si possono impostare promemoria per tutti gli invitati.
WhatsApp e la sua ossessione per i gruppi
Da mesi WhatsApp sta da pompando i gruppi con funzionalità sempre più avanzate, trasformandoli da semplici chat collettive in qualcosa che somiglia vagamente a uno spazio di lavoro collaborativo.
Ora è possibile condividere file fino a 2GB. Che è un’enormità per una chat. Sono video lunghissimi, presentazioni piene di foto ad alta risoluzione, archivi compressi con dentro di tutto. Si possono inviare foto e video in HD senza che WhatsApp li comprima. Si può condividere lo schermo durante le chiamate, come se fosse Zoom. Ci sono le chat vocali, che sono praticamente gruppi audio dove la gente entra e esce a piacimento.
WhatsApp sta cercando di diventare l’app unica per tutte le comunicazioni di gruppo, dal calcetto alle riunioni aziendali. Vuole essere il luogo dove si organizza tutto, si condivide tutto, e si discute di tutto. E a giudicare da come i gruppi WhatsApp hanno già invaso ogni aspetto della nostra vita sociale, dai genitori della scuola ai colleghi, dai coinquilini agli amici del liceo che non si vedono da dieci anni ma che sono ancora in quel gruppo morto, la strategia sta funzionando.

