Un mese fa abbiamo pubblicato un articolo dedicato al lancio di VLC 3.0.22, prima che lo annunciassero le pagine del sito ufficiale, notando la disponibilità del file di installazione nella directory del progetto. È così passata sotto traccia quella che è la novità più importante del changelog: il supporto nativo ai processori Arm.
VLC con supporto nativo ai processori Arm
Il team di VideoLAN ha colmato la lacuna giusto in tempo per l’arrivo di hardware come quelli della famiglia Qualcomm Snapdragon X2 (saranno gli unici a far girare W11 26H1), destinati a diventare sempre più diffusi in ambito PC. Un altro cambiamento degno di nota ha apportato correzioni utili sui computer con Windows XP SP3. Se pensate che nessuno sia tanto coraggioso da continuare a utilizzare un sistema operativo abbandonato da ormai quasi 12 anni, vi sbagliate di grosso: lo 0,43% del market share è ancora associato a questa edizione.
VLC si è poi aggiornato alla versione 3.0.23, intervenendo con ottimizzazioni mirate su aspetti come il tema scuro dell’interfaccia e predisponendo la compatibilità per tecnologie come FFmpeg 8.0.
Rimane invece ancora avvolto dal mistero lo stato dei lavori sulla 4.0, nome in codice Otto Chriek, in cantiere ormai da diversi anni, ma mai giunta a completamento. Forse, Jean-Baptiste Kempf e i suoi collaboratori si sono resi conto che il punto di forza del software è da ricercare proprio nella sua semplicità, nel suo essere rimasto sostanzialmente uguale a se stesso da sempre, svolgendo il proprio compito in modo impeccabile. Cercare un’evoluzione e volerla imporre a tutti i costi nel nome di un restyling, potrebbe rivelarsi un boomerang.
VLC è in circolazione ormai da parecchio tempo, in questo 2026 compirà 30 anni. È nato nell’ormai lontano 1996 come progetto accademico e oggi è da considerare molto più di un semplice lettore multimediale, anche se molti lo conoscono proprio per la sua capacità di riprodurre file di ogni tipo, indipendentemente da codec o estensione.

