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Anni e anni di danni su computer e web

Sembrava Second Life, invece è il Metaverso

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Ne sentiremo parlare sempre di più: Meta è il nuovo nome del gruppo Facebook, riassumendo in questo nome tutta quella densità di significati che vorrà assumere il concetto di “Metaverso” su cui Zuckerberg sta scommettendo.

Ma cos’è il Metaverso?

Cos’è il Metaverso?

Il metaverso sarà caratterizzato, innanzitutto, dalla percezione della presenza, la sensazione di essere fisicamente con un’altra persona, indipendentemente da dove ci si trovi nel mondo. È un capitolo nuovo ed entusiasmante per la nostra azienda e non vediamo l’ora di dargli vita.

Durante l’evento Zuckerberg ha più volte reiterato questo concetto: mentre tutti gli altri gruppi tecnologici sviluppano app attorno ai dispositivi, Facebook sviluppa servizi attorno alle persone. Il concetto non è nuovo: può affascinare in quanto chimera mai veramente espressa appieno, ma chi ricorda Second Life avrà immediatamente il sapore amaro del dejavu a soffocare gli entusiasmi più ingenui.

L’obiettivo è lo stesso, ma con strumenti decisamente più evoluti e con la base utenti di cui solo un gruppo come Facebook può disporre. L’obiettivo, infatti, resta quello di consentire la miglior connessione tra le persone, fino a percepire una compresenza fisica che possa abbattere barriere e unire mondi come mai era successo prima.

Ma è davvero ciò che vogliamo? E soprattutto: il Metaverso è già pronto per accogliere milioni di persone offrendo davvero qualcosa di nuovo ed ulteriore, di prezioso e irrinunciabile?

Ci vorrà ancora un po’ di tempo a realizzarlo, ma in parte esiste già e all’orizzonte c’è molto altro. Nel keynote di oggi abbiamo voluto condividere i nostri sforzi per migliorare la realtà virtuale e la realtà aumentata così come le conosciamo oggi, e le misure che stiamo adottando per contribuire a realizzare appieno il potenziale social del metaverso.

Ci si potrà divertire. Ci si potrà lavorare. Ci si potrà vivere per incontrare altre persone, si potranno vedere contenuti, si potranno vivere esperienze collettive, si potrà studiare e molto altro ancora. Parte centrale del progetto sarà la Presence Platform, cuore della piattaforma su base Oculus:

Abbiamo annunciato la Presence Platform, una suite di funzionalità fondate sul rilevamento automatico e sull’IA che include Passthrough, Ancoraggi nello spazio e Scene Understanding. Si tratta di funzioni che permetteranno agli sviluppatori di progettare realtà miste, interazioni ed esperienze vocali più realistiche, in cui i contenuti virtuali si mescolano al mondo fisico dell’utente in modo integrato. Nell’ambito della Presence Platform, abbiamo introdotto l’SDK Interaction, grazie al quale gli sviluppatori potranno aggiungere più facilmente interazioni gestuali di alta qualità alle proprie app, fornendo una libreria di gesti comuni. Stiamo implementando anche l’SDK Voice, per i casi in cui la voce è l’input più intuitivo. Durante l’anno abbiamo reso disponibile l’API Passthrough per gli sviluppatori, che l’hanno usata per realizzare alcuni esperimenti straordinari: esperienze innovative che combinano i contenuti virtuali con il mondo reale. E adesso vogliamo portare queste esperienze nelle tue mani. Con la prossima versione dell’SDK, gli sviluppatori potranno pubblicare le loro app in realtà mista sullo store di Oculus e sull’App Lab.

Si potrà vivere il Metaverso attraverso ologrammi, realtà virtuale, realtà aumentata e altre formule ancora, differenti ponti tra la realtà e quel mondo parallelo che Zuckerberg intende costruire un tassello dopo l’altro.

Come Second Life, insomma, ma molto più di Second Life. Oltre Second Life, soprattutto, dove Second Life non ha avuto la possibilità di arrivare. Anzi, chissà che anche Second Life non possa entrare nel Metaverso.

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