Musk vuole mettere i chip di Neuralink nel cervello di tutti dal 2026

Elon Musk ha fatto molte cose nella sua vita. Ha lanciato razzi nello spazio, ha comprato Twitter per trasformarlo in qualcosa che nessuno ha ancora capito bene cosa sia, ha promesso città su Marte entro date sempre diverse. Ma il progetto che più di tutti sembra uscito dai romanzi di Philip Dick, è Neuralink, l’azienda che produce impianti cerebrali. E ora ha deciso che è arrivato il momento di farlo su scala industriale.

Dal 2026, se tutto va secondo i piani di Musk (spoiler: raramente va secondo i suoi piani temporali, ma prima o poi ci arriva), i chip cerebrali di Neuralink passeranno alla produzione di massa.

A marzo 2024. Neuralink ha pubblicato un video del suo primo paziente umano che giocava a scacchi su uno schermo usando esclusivamente il pensiero. Niente mani, niente mouse, niente tastiera. Solo la mente che muoveva pedoni e alfieri mentre il cervello chiacchierava con un computer attraverso “The Link“, il dispositivo impiantato chirurgicamente dopo che la FDA aveva dato il via libera per testarlo su persone con paralisi grave.

Il secondo paziente, un tizio di nome Alex, ha alzato l’asticella. Non solo è riuscito rapidamente a controllare il computer col pensiero, ma ha pure dominato una partita di Counter-Strike 2. Oggi questi pazienti sono arrivati a utilizzare software di modellazione 3D, roba complessa che normalmente richiede anni di pratica e coordinazione occhio-mano. Loro lo fanno con la coordinazione occhio-cervello-chip-computer.

Neuralink ha deciso che è ora di industrializzare tutto questo. L’obiettivo è passare dalla fase sperimentale a quella commerciale, e per farlo servono due cose: produzione di massa e chirurgia robotizzata.

Musk ha confermato su X che la produzione partirà nel 2026. Ma il dettaglio più interessante, o terrificante, dipende dai punti di vista, è che le operazioni saranno quasi completamente automatizzate. Robot che aprono la testa, posizionano elettrodi nel cervello e ricuciono il tutto.

L’idea è accelerare la diffusione della tecnologia e ridurre gli errori umani. Perché si sa, i chirurghi umani tremano, si stancano, hanno giornate storte. I robot no. I robot sono precisi, instancabili, e se qualcosa va storto è colpa del programmatore, non del robot. Responsabilità diffusa, il sogno di ogni compagnia tecnologica.

Musk ha anche precisato che l’impianto potrà essere inserito senza dover aprire completamente la membrana protettiva del cervello. La procedura meno invasiva è comunque un passo avanti reale. Significa meno rischi, recuperi più veloci, complicazioni ridotte. Significa anche che più persone potrebbero essere disposte a provare.

Quando sarà disponibile?

Neuralink non ha ancora comunicato una data precisa per il lancio commerciale vero e proprio. Non è che dai prossimi mesi si troverà il chip cerebrale in promozione su Amazon, ma la direzione è chiara: trasformare un esperimento in un prodotto accessibile su larga scala.

Accessibile” è una parola interessante. Accessibile economicamente? Accessibile geograficamente? Accessibile nel senso che chiunque potrà comprarlo, o accessibile nel senso che lo renderanno disponibile solo a chi ne ha “bisogno”?

Per ora Neuralink si concentra su pazienti con paralisi gravi, persone per cui questa tecnologia rappresenta una possibilità concreta di recuperare funzioni perdute. Ma Musk ha sempre avuto ambizioni più grandi: aumentare le capacità cognitive umane, competere con l’intelligenza artificiale, trasformare il cervello in una piattaforma upgradabile come uno smartphone.

La produzione di massa è solo l’inizio. Dopo vengono le versioni 2.0, 3.0, gli aggiornamenti software, le funzionalità premium. Magari un abbonamento mensile per sbloccare aree extra del cervello. Chi lo sa. Con Musk tutto è possibile, nel bene e nel male.

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