La FIFA ha annunciato una partnership che farà discutere per i prossimi mesi: TikTok diventa partner ufficiale dei Mondiali 2026, con diritti per trasmettere in diretta alcune fasi delle partite di calcio. Sì, su TikTok. La piattaforma dove fino a ieri si guardavano tutorial di makeup e gatti che saltano, domani potrebbe trasmettere Italia-Brasile (Magari!).
TikTok partner ufficiale FIFA per i Mondiali 2026: tutte le novità
L’annuncio è arrivato con tutti i crismi ufficiali, comunicati stampa, dichiarazioni dei dirigenti, promesse di rendere il torneo più accessibile. Ma i dettagli scarseggiano. Non si sa quali partite saranno trasmesse, per quanto tempo, né in quali paesi.
Giugno 2026. Canada, Stati Uniti e Messico ospiteranno il torneo. E milioni di persone, forse miliardi, potrebbero guardare almeno parte delle partite su TikTok, tra un video di cucina e l’altro. È un esperimento destinato a fallire miseramente? Dipende da come la FIFA e TikTok gestiranno questo improbabile “matrimonio”.
La frase chiave del comunicato è: i media partner avranno la possibilità di trasmettere in diretta alcune fasi delle partite. Non tutte le partite o le partite intere, alcune fasi, che potrebbe significare qualunque cosa.
- Ipotesi ottimista: trasmissione integrale delle partite più importanti. Quarti di finale, semifinali, finale. Le partite che tutti vogliono vedere, disponibili in streaming live su TikTok per chi non ha accesso a TV tradizionale o piattaforme a pagamento. Sarebbe rivoluzionario. Renderebbe il torneo accessibile a chiunque abbia uno smartphone e una connessione.
- Ipotesi pessimista: clip di pochi minuti durante le partite. Goal, occasioni pericolose, momenti salienti. Fondamentalmente quello che già succede quando qualcuno carica video di partite su TikTok illegalmente, ma questa volta in modo ufficiale e controllato. Utile, certo, ma non proprio come guardare la partita su TikTok.
- Ipotesi realista: una via mezzo. Forse la trasmissione dei secondi tempi. O delle fasi finali delle partite decisive. O solo alcune partite selezionate, magari quelle meno appetibili commercialmente, per testare il sistema senza cannibalizzare i broadcaster tradizionali che hanno pagato miliardi per i diritti esclusivi.
Perché questo è il punto cruciale, i diritti TV dei Mondiali valgono cifre astronomiche. Emittenti come BBC, beIN Sports, Fox hanno pagato una fortuna per trasmettere in esclusiva. Se TikTok inizia a trasmettere partite intere gratis, quelle emittenti si arrabbiano. E la FIFA non può permettersi di perdere quei contratti miliardari. Quindi qualunque cosa TikTok trasmetterà, sarà calibrata per non pestare troppo i piedi ai broadcaster paganti.
Oltre alle misteriose trasmissioni live, la partnership include altri elementi più concreti. I media partner, giornali sportivi, testate online, broadcaster minori, potranno diffondere più estratti video delle partite e utilizzare contenuti prodotti dalla FIFA appositamente per TikTok. E soprattutto, potranno monetizzarli.
Significa che una testata sportiva potrebbe caricare clip di goal, interviste, analisi post-partita su TikTok e guadagnarci attraverso il Creator Fund o partnership commerciali. È un incentivo forte per produrre contenuti di qualità invece di limitarsi a ripostare video altrui.
Dal canto suo, TikTok si è impegnata a implementare soluzioni contro la pirateria dei contenuti della Coppa del Mondo. Il che è ironico considerando che TikTok è attualmente piena di clip piratate di ogni evento sportivo immaginabile. Ma quando si diventa partner ufficiale della FIFA, combattere la pirateria diventa una priorità.
Come faranno? Algoritmi di riconoscimento video che identificano clip non autorizzate. Sistemi di segnalazione rapida per rimuovere contenuti illegali. Magari watermark digitali sui video ufficiali per distinguerli dai pirati. Tutte cose che TikTok potrebbe già fare, ma che evidentemente farà con più zelo quando ci sono contratti milionari di mezzo.
Creator con accesso al dietro le quinte, la vera novità
Se le trasmissioni live restano vaghe, c’è un aspetto della partnership molto più chiaro: un gruppo selezionato di creator TikTok avrà accesso privilegiato al dietro le quinte della competizione. Conferenze stampa, sessioni di allenamento, zone normalmente riservate ai giornalisti accreditati.
La FIFA riconosce che i creator TikTok hanno ormai lo stesso peso, se non maggiore, dei giornalisti sportivi tradizionali quando si tratta di raggiungere certe fasce di pubblico. Un influencer con 5 milioni di follower che posta un video dagli allenamenti della nazionale genera più engagement di un articolo su un giornale sportivo.
Per i puristi del giornalismo sportivo sarà uno choc. Per la FIFA è una mossa strategica, raggiungere i giovani dove sono, con il linguaggio che capiscono. TikTok è dove la Gen Z consuma contenuti. E si vuole che seguano i Mondiali, si devono portare i Mondiali su TikTok.
Hub informativi, filtri e adesivi
Oltre ai contenuti “seri”, TikTok lancerà un hub informativo dedicato ai Mondiali tramite il programma TikTok GamePlan. Calendario partite, classifiche, statistiche, probabilmente anche predizioni e sondaggi. Tutto dentro l’app, niente link esterni.
E poi ci saranno funzioni interattive: adesivi, filtri, effetti speciali a tema Mondiale. È il lato ludico della partnership. Non si tratta solo di guardare le partite, ma interagire con il torneo in modi che la TV tradizionale non permette. Creare contenuti, partecipare a challenge, condividere meme in tempo reale mentre la partita è in corso. Trasformare la visione passiva in esperienza social attiva.
Mattias Grafström, segretario generale della FIFA, lo ha detto esplicitamente: L’obiettivo della FIFA è condividere l’euforia della Coppa del Mondo 2026 con il maggior numero possibile di tifosi
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La collaborazione con Netflix
Come se la partnership con TikTok non fosse abbastanza, la FIFA sta anche collaborando con Netflix. Non per trasmettere partite, almeno non ancora, ma per lanciare un videogioco ufficiale “FIFA” per abbonati Netflix in occasione del torneo.
È un altro tassello della strategia di diversificazione della FIFA, non affidarsi a un solo canale, a una sola piattaforma, a un solo partner. Spalmare la presenza su TikTok, Netflix, broadcaster tradizionali, servizi di streaming. Essere ovunque, raggiungere tutti.

