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Linux per gaming cresce su Steam grazie a AMD e Steam Deck

Linux per gaming cresce su Steam grazie a AMD e Steam Deck

Linux sta lentamente conquistando una fetta del mercato gaming su Steam, ma non grazie alla grande migrazione di massa che molti evangelisti open source avevano profetizzato dopo l’annuncio della fine del supporto a Windows 10. No, la crescita è stata lenta, ma costante.

Linux cresce nel gaming, tutto merito di Steam Deck e AMD

Non è un sorpasso clamoroso, né una minaccia immediata per Microsoft, ma il trend è significativo. A dicembre 2024 Linux era al 2,29%, l’anno prima stava sotto il 2%. Significa che per la prima volta cresce in modo visibile e costante. Non male per un sistema operativo che per decenni è stato considerato roba da nerd con poca voglia di giocare davvero.

Il dato più interessante è il dominio assoluto di AMD nel mondo Linux gaming. Le CPU AMD sono presenti nel 71,93% dei sistemi Linux usati per giocare su Steam, con un balzo del 5,2% rispetto al mese precedente. È un massimo storico che fa sembrare Intel una presenza marginale e dimenticata.

La cosa curiosa è il confronto con Windows, lì AMD si ferma al 47,27%, molto più in equilibrio con Intel. Su Linux invece è praticamente un monopolio. Probabilmente per una combinazione di fattori: i driver open source di AMD funzionano meglio su Linux rispetto a quelli di Nvidia (storicamente un disastro), la community Linux ha sempre preferito AMD per questioni ideologiche legate all’open source, e i prezzi più competitivi di AMD attraggono chi costruisce sistemi Linux per giocare con budget limitati.

Intel invece sembra essere completamente sparita dal radar dei giocatori Linux, relegata a una percentuale così bassa da non essere nemmeno degna di menzione. È un ribaltamento notevole rispetto al mercato Windows, dove Intel e AMD si contendono ancora quote significative.

Steam Deck: il cavallo di Troia di Valve

Il vero motore della crescita Linux su Steam non sono i puristi che compilano il kernel a mano, ma il dispositivo più commerciale e user-friendly che Valve potesse creare: lo Steam Deck. La GPU personalizzata della Steam Deck rappresenta il 21,4% del mercato GPU su Linux. Facciamo un po’ di conti, circa un quinto di tutti i giocatori Linux su Steam sta usando il portatile di Valve con SteamOS, una distribuzione basata su Arch Linux.

Per anni gli evangelisti Linux hanno predicato le virtù del pinguino cercando di convertire le masse con argomentazioni su libertà, personalizzazione e filosofia open source. Valve ha semplicemente fatto un device portatile carino per giocare ai giochi di Steam e casualmente ci ha messo Linux sopra. Il risultato? Più conversioni in due anni che in decenni di proselitismo da terminale.

SteamOS ha reso Linux invisibile. Gli utenti non sanno di usare Linux, non gliene importa proprio, vogliono solo giocare a Elden Ring sul divano. E questo, paradossalmente, è stato il modo più efficace per far crescere la quota di mercato di Linux nel gaming.

L’altro pezzo fondamentale del puzzle è Steam Play, meglio conosciuto come Proton. È uno strato di compatibilità che permette di eseguire giochi Windows su Linux senza che gli sviluppatori debbano fare assolutamente nulla. Per anni il problema di Linux nel gaming era che gli sviluppatori non facevano versioni native perché i giocatori Linux erano troppo pochi, e i giocatori non passavano a Linux perché non c’erano giochi.

Proton ha spezzato questo circolo vizioso. Adesso si può installare Linux e giocare alla maggior parte dei giochi nel catalogo Steam senza preoccuparsi se esiste una versione nativa o meno. Non è perfetto, ma almeno è compatibile.

La continua maturazione di Proton è stata essenziale per rendere SteamOS e Steam Deck appetibili. Senza Proton, lo Steam Deck sarebbe stato limitato al catalogo ristretto di giochi nativi Linux, rendendolo praticamente inutile. Con Proton, improvvisamente si ha accesso a migliaia di titoli che girano senza problemi.

Il futuro con Steam Frame e nuove Steam Machine

Valve non si ferma allo Steam Deck. Ci sono voci sempre più insistenti sull’arrivo dello Steam Frame e di nuove iterazioni delle Steam Machine, i PC pre-assemblati con SteamOS che Valve aveva provato a lanciare anni fa con risultati mediocri. La differenza adesso è che Proton esiste, SteamOS è maturo, e c’è un ecosistema funzionante invece di una promessa vaga.

Se Valve riuscirà a mettere sul mercato hardware competitivo con SteamOS preinstallato e marketing decente, la quota di Linux su Steam potrebbe vedere una crescita più consistente. Non diventerà mai maggioranza finché Windows esisterà, ma potrebbe passare dal 3% attuale a qualcosa di più sostanzioso, tipo 5-10% nei prossimi anni.

Tutto dipende da quanto Valve vuole investire in questa direzione e da quanto i produttori di hardware vorranno collaborare.

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