La truffa Truman Show che usa lAI per costruire una realtà finta

Chi ricorda The Truman Show? Quel film del ’98 dove Jim Carrey scopre di essere il protagonista inconsapevole di un reality show gigantesco, con attori pagati per fingersi amici, parenti, vicini di casa? Ecco, basta trasportare quella paranoia nel 2026, sostituire gli attori con intelligenze artificiali e si avrà l’incubo perfetto: la truffa OPCOPRO, ribattezzata dai ricercatori di Check Point come “la truffa del Truman Show“. Solo che stavolta, invece di conquistare share televisivo, i registi di questa messinscena vogliono svuotarvi il conto in banca.

OPCOPRO: la truffa che usa l’AI per creare un mondo falso attorno alle vittime

Funziona così: arriva un messaggio. SMS, WhatsApp, Telegram, magari una pubblicità che sembra uscita da una banca seria. Promettono rendimenti che farebbero impallidire Warren Buffett. Invitano in un gruppo privato, dove inizia lo spettacolo.

Qui entra in scena l’intelligenza artificiale, che non si limita a scrivere due righe ma costruisce un’intera realtà parallela. Ci sono esperti finanziari, con tanto di foto profilo assolutamente realistiche. Ci sono gli investitori felici che condividono screenshot di profitti quotidiani. Contratti dall’aspetto impeccabile. Testimonianze entusiaste. Grafici che salgono come razzi.

Tutto finto. Tutto orchestrato. Tutto generato da algoritmi che hanno imparato a mentire meglio di un politico in campagna elettorale.

L’app che mostra quello che vogliono far vedere

La parte geniale (si fa per dire) arriva quando convincono a scaricare l’applicazione ufficiale OPCOPRO. E qui sta il colpo di teatro, l’app esiste davvero sugli store ufficiali. Apple e Google l’hanno approvata. Sembra legittima, no?

Peccato che sia solo una vetrina vuota, una “WebView” come la chiamano i tecnici. Un browser mascherato da applicazione seria, dove ogni numero che si vede, ogni grafico che sale, ogni statistica rassicurante viene controllata a distanza dai truffatori come un burattino. Si guardano gli investimenti, si completano le verifiche di sicurezza, si caricano i documenti d’identità, si fanno i bonifici bonifici. E intanto, dall’altra parte dello schermo, qualcuno sghignazza…

Nel film, Truman alla fine sale su quella barca, sfida la tempesta artificiale e trova la porta dipinta sul muro di cinta del suo mondo finto. Fa un inchino alle telecamere e se ne va verso la libertà.

Nella truffa non esiste una porta d’uscita. Quando si capisce di essere stato truffati, non c’è più niente da fare. Oltre ad aver perso i soldi, si è alla mercé dei criminali. Si diventa un potenziale veicolo per altre truffe, un nome da usare, un’identità da rivendere nel dark web.

L’intelligenza artificiale non è il cattivo della storia, è solo uno strumento. Il problema è che adesso questi sistemi sono così sofisticati, che la credibilità non è più un problema da risolvere per i truffatori, è un servizio che l’AI offre su un piatto d’argento. Ecco il Truman Show 2.0. Lo spettacolo è iniziato e, sorpresa, noi siamo le star.

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