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Anni e anni di danni su computer e web

Il Prime Day passa da un abbonamento Prime

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Amazon Prime non è uno stato dei Fare (online), ma dell’Essere (online). Essere online e “vivere digitale”, oggi, implica una serie di utility tra le quali è impossibile non annoverare anche l’abbonamento Prime che funge da scorciatoia al mondo Amazon. L’epoca della transizione digitale ci ha messo in mano strumenti come Netflix o lo SPID, tasselli inesistenti fino a pochi anni or sono e oggi quasi imprescindibili per una fruizione nuova di contenuti e servizi: con Amazon Prime vale lo stesso discorso, poiché per pochi euro all’anno si ha in cambio qualcosa che vale inevitabilmente ben di più.

Possiamo fare a meno di Netflix, possiamo fare a meno dello SPID e chiaramente possiamo fare a meno di Amazon Prime. Così come possiamo fare a meno dello smartphone, del telecomando tv e del portone automatico all’ingresso. Ma in ognuna di queste opzioni ci sono scelte di campo che definiscono noi stessi, la nostra vita, le nostre abitudini, la nostra quotidianità. Si può fare a meno di tutto ciò che non è essenziale, dunque definiamo la nostra essenzialità includendo o escludendo tecnologie e servizi innovativi giorno dopo giorno, fino a stabilire dove sia il nostro baricentro a questo mondo.

Ecco perché oggi, a poche ore dal Prime Day, scegliere se essere o non essere parte del gioco è qualcosa che dice qualcosa di noi.

Di Prime e Prime Day

Scriviamo queste righe, infatti quando mancano soltanto proprio poche ore ormai all’inizio del Prime Day 2021. In questo caso abbonarsi a Prime è mero fattore abilitante, con la facilitazione ulteriore di un mese gratis di prova che consente a chiunque di abbonarsi (qui le istruzioni) e poi cancellarsi entro un mese per non avere costo alcuno. Cancellarsi è lecito, ma significa aver approfittato soltanto di una delle opportunità senza aver considerato come la quotidianità dell’acquisto online possa rappresentare un aiuto fondamentale per la propria vita. Questo non significa escludere i negozi di prossimità (giammai!), ma costruire una abitudine più consapevole sulle vere opportunità che talvolta devono privilegiare la velocità ed in altre la qualità.

In 36 euro annui ci sono:

  • spedizioni veloci e gratuite su milioni di prodotti
  • accesso gratuito ai contenuti Prime Video
  • 2 milioni di brani gratuiti con Amazon Music
  • spazio di archiviazione gratuito compreso
  • 1 mese gratis di prova

Il mondo Prime Video, inoltre, sta per arricchirsi grazie ai diritti acquisiti sulla Champions League e le prospettive sono di ulteriori evoluzioni in questa direzione.

Ridurre il discorso Amazon ad un discorso di big tech o di polarizzazione contro o a favore del brand, ha ben poca utilità. La verità è che il successo rispetto ad altri brand è in un fattore concorrenziale che ha premiato il marketplace e che sta per regalare agli abbonati due giorni di festa con 2 milioni di prezzi scontati a partire dalla mezzanotte tra domenica 20 e lunedì 21, per finire 48 ore più tardi. In questi due giorni “Essere abbonati” sarà un vantaggio fatto di opportunità, potendo sfogliare un catalogo immenso alla ricerca delle vere opportunità celate in mezzo ad un quantitativo senza pari di percentuali di sconto.

Ecco perché oggi, a distanza di poche ore dal Prime Day, non puoi fare a meno di Amazon Prime se fai parte di un certo modo di “essere online”. O meglio, puoi farne benissimo a meno, ma il tuo “essere online” mancherà di uno dei “luoghi” più ricchi e popolati del momento. Son scelte. Scelte libere, ognuna con il suo proprio significato di fondo, le sue contraddizioni e le sue virtù.

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