GTA Tokyo poteva essere realt�, poi Rockstar ci ha ripensato: il retroscena

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L’attenzione è tutta focalizzata su GTA VI, ovvero sul futuro della celebre saga di Rockstar, una di quelle che ha segnato in maniera indelebile la storia del medium. In attesa di novità sul prossimo capitolo, il cui lancio è atteso per il 2025, le notizie e le curiosità però possono arrivare anche dal passato.

Il portale Time Extension ha pubblicata un’approfondita retrospettiva su GTA (la trovate in fonte), avvalendosi della testimonianza di un ex dipendente di Rockstar che ha preferito però restare anonimo. E che ha svelato come a un certo punto lo studio aveva valutato seriamente lo sviluppo di GTA Tokyo per PlayStation 2: questo passaggio, che compariva nella prima stesura dell’articolo, è stato successivamente rimosso.

All’epoca avevamo appena pubblicato GTA III, e Sam [Houser, boss di Rockstar] faceva spesso avanti e indietro da Tokyo per pubblicizzare il gioco. La città gli era piaciuta molto, e la immaginava come ambientazione di un capitolo della serie. Vent’anni fa però gli strumenti non erano gli stessi di cui disponiamo oggi, e oltre ai vari problemi logistici e alla necessità di inviare un team per mappare l’intera città, c’era il problema di riuscire a fare satira su una cultura differente, realizzando anche una narrativa tipica della serie di GTA. Far quadrare tutto era troppo difficile, quindi abbiamo rinunciato.

BORN IN THE USA



Insomma, l’idea c’era, l’intenzione anche, ma le difficoltà erano più grandi. E così, invece di GTA Tokyo, Rockstar sfornò San Andreas: mica male. Al di là delle complicazioni tecniche legate alla mappatura di una città complessa e lontana, l’ostacolo culturale era forse ancora più presente: uno dei punti di forza di GTA è proprio la capacità di mettere in scena un tessuto sociale e un orizzonte culturale credibili, e per uno studio statunitense riuscire a fare con il Giappone ciò che era stato fatto con gli USA si poneva come una sfida troppo rischiosa. E infatti anche a decenni di distanza Rockstar continua a giocare in casa: per GTA VI ha rispolverato Vice City, la leggendaria città ispirata a Miami, espandendone però i confini e includendola nel più ampio stato fittizio di Leonida (basato sulla Florida).

GTA: Tokyo era stato effettivamente registrato da Take-Two Interactive presso l’ufficio brevetti e marchi degli Stati Uniti (USPTO) all’inizio degli anni 2000, ma va detto che era in buona compagnia, assieme ad altri dieci marchi come GTA: Bogotà e GTA: Sin City. I brevetti sono i frequente mosse cautelative che le aziende attuano senza poi concretizzarne l’oggetto.

In effetti, ad oggi il GTA più “asiatico” resta Chinatown Wars, uscito nel 2009 su Nintendo DS: lo sfondo era New York, sì, e quindi ancora una volta un setting statunitense, ma come evidente dal titolo sviluppava un’ambientazione dalle atmosfere – venature culturali incluse – marcatamente orientali (anche se cinesi e non giapponesi, in questo caso).

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