SK hynix, uno dei tre principali produttori di RAM al mondo (gli altri due sono Samsung e Micron), ha annunciato la volontà di aumentare la produzione dei moduli per far fronte alla crisi in corso. Lo farà aprendo una nuova fabbrica con tre mesi di anticipo rispetto alla tabella di marcia definita in precedenza e avviando un altro impianto già a febbraio.
Crisi della RAM: SK aumenta la produzione
Piano a esultare, però. Così come per gli altri protagonisti del settore, la priorità non è contrastare l’aumento dei prezzi che sta già spingendo verso l’alto il costo di PC, smartphone e altri dispositivi consumer, ma generare il maggior profitto possibile andando incontro alle richieste dei giganti AI. Chi è impegnato sul fronte dell’intelligenza artificiale vuole allestire nuovi data center per gestire un carico di lavoro in costante crescita e per farlo ha bisogno di componenti hardware, finendo per svuotare il mercato.
Le parole di Sungsoo Ryu, CEO della divisione americana, non lasciano spazio a interpretazioni: Dobbiamo supportare il consumo di memoria per l’infrastruttura AI
. Insomma, è lì che c’è una maggiore opportunità di guadagno, è lì che finirà la RAM prodotta nei nuovi impianti. E gli azionisti esultano.
La fabbrica in allestimento aprirà a febbraio 2027, come già scritto in anticipo sul programma. Sorgerà a Yongin, nella provincia settentrionale Gyeonggi della Corea del Sud. L’altra a cui abbiamo fatto riferimento, che entrerà in azione già il mese prossimo, si trova invece a Cheongju nel Chungcheong.
Per essere più precisi, dalle loro linee usciranno i chip HBM (High Bandwidth Memory) destinati a clienti come NVIDIA e AMD, che a loro volta li integreranno nelle componenti poi al lavoro nei data center. Un altro cambiamento introdotto dallo scenario attuale è quello che riguarda le tipologie dei contratti sottoscritti: non più annuali come in passato, ma perlopiù pluriennali, per garantire continuità nei ritmi di fornitura.


