Cloudflare: multa di 14 milioni per pirateria

L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (AGCOM) ha inflitto una sanzione di 14 milioni di euro a Cloudflare per la violazione della legge antipirateria. L’azienda californiana non ha bloccato l’accesso a numerosi contenuti pirata, come richiesto con la delibera di febbraio 2025 e nonostante le ripetute segnalazioni ricevute.

Cloudflare non ha mai risposto

Come è noto, in Italia è attiva Piracy Shield, la piattaforma che consente ai titolari dei diritti di segnalare i siti che trasmettono contenuti pirata (eventi sportivi e musicali, film e serie TV). Gli ISP e i fornitori di altri servizi (CDN, DNS e VPN) devono bloccare l’accesso ai siti pirata entro 30 minuti.

Cloudflare non ha mai accettato di iscriversi alla piattaforma (la richiesta è stata inviata da AGCOM all’inizio di maggio 2024), né di partecipare ai vari tavoli tecnici (Piracy Shield è stata considerata una minaccia al libero commercio). L’autorità ha quindi ordinato all’azienda californiana di disabilitare la risoluzione DNS dei nomi di dominio e l’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP indicati nell’allegato alla delibera 49/25/CONS.

Cloudflare non ha provveduto, quindi all’inizio di giugno 2025 è stato avviato il procedimento sanzionatorio per la violazione della legge antipirateria (n. 93 del 14 luglio 2023). L’azienda californiana aveva presentato ricorso contro la suddetta delibera al TAR del Lazio e sottolineato l’impossibilità tecnica di bloccare gli oltre 15.000 nomi di dominio e indirizzi IP segnalati.

AGCOM non ha ritenuto sufficienti le giustificazioni, pertanto ha inflitto una sanzione pari all’1% del fatturato globale, ovvero 14.247.698,56 euro (delibera 333/25/CONS). L’autorità sottolinea che quasi tutti i siti pirata segnalati utilizzano i servizi di Cloudflare. Quasi certamente, l’azienda californiana non pagherà nulla e presenterà ricorso al TAR del Lazio.

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