Anche se con un giorno di ritardo è arrivata la risposta ufficiale di Cloudflare sulla sanzione da oltre 14 milioni di euro inflitta da AGCOM per la violazione della legge antipirateria. È stata scritta da Matthew Prince su X. Il co-fondatore e CEO dell’azienda californiana ha ovviamente confermato che verrà presentato ricorso, ma ha anche minacciato di interrompere tutti in servizi offerti gratuitamente in Italia.
Cloudflare dichiara “guerra” ad AGCOM
AGCOM aveva ordinato a Cloudflare di bloccare l’accesso a numerosi contenuti pirata, come previsto dalla legge antipirateria (n. 93 del 14 luglio 2023). In particolare, l’azienda californiana provvedere alla disabilitazione della risoluzione DNS dei nomi di dominio e dell’instradamento del traffico di rete verso gli indirizzi IP segnalati dai titolari dei diritti attraverso la piattaforma Piracy Shield.
Ciò non è avvenuto, nonostante le varie comunicazioni, quindi l’autorità ha inflitto una sanzione di oltre 14,2 milioni di euro. Cloudflare aveva evidenziato l’impossibilità tecnica di intervenire sulla risoluzione DNS, in quanto sarebbe necessario installare un filtro nel DNS Resolver 1.1.1.1 che avrebbe un impatto negativo (aumento della latenza) sulle oltre 200 miliardi di richieste giornaliere al sistema DNS, quindi anche per i siti non oggetto di contestazione.
Matthew Prince ha scritto su X che il “piano di censura” di AGCOM prevede il blocco dei siti entro 30 minuti, senza supervisione giudiziaria, senza giusto processo, senza appello e senza trasparenza. Il CEO sottolinea che l’Italia consente ad élite di media europei di decidere cosa deve essere censurato. Pertanto verrà presentato ricorso contro la multa.
Cloudflare potrebbe anche intraprendere azioni più drastiche, tra cui:
- interrompere i milioni di dollari in servizi di sicurezza informatica pro bono per le prossime Olimpiadi di Milano-Cortina
- interrompere i servizi di sicurezza informatica gratuiti di Cloudflare per tutti gli utenti con sede in Italia
- rimuovere tutti i server dalle città italiane
- interrompere tutti i piani per costruire un ufficio Cloudflare in Italia o effettuare qualsiasi investimento nel Paese
L’azienda californiana minaccia quindi di non fornire più protezioni contro eventuali attacchi informatici (solitamente di tipo DDoS) durante i giochi olimpici invernali e di chiudere il famoso servizio DNS gratuito (1.1.1.1).
Il CEO sottolinea inoltre che la sanzione è stata calcolata sul fatturato globale. Le entrate in Italia nel 2024 sono state circa 8 milioni di dollari, quindi meno della metà della sanzione (17 milioni di dollari). Prince aggiunge infine che incontrerà presto i funzionari dell’amministrazione Trump per discutere della questione.

