Scendendo a meno di 75.000 dollari, Bitcoin è tornato al suo prezzo minimo dall’aprile scorso. In questo momento è scambiato a circa 76.200 dollari. Il 2026 si è aperto con un brusco risveglio per chi aveva scelto di investire e di puntare sulla criptovaluta sperando in una sua forte crescita. È l’ennesima dimostrazione di come seguire le previsioni di guru ed esperti sia un azzardo.
Bitcoin al prezzo minimo da quasi un anno
Il grafico qui sotto mostra l’andamento registrato nel corso dell’ultimo mese, uno dei più negativi di sempre per l’asset. Se la storia passata ci ha insegnato qualcosa, seguirà un rimbalzo, dando il via un altro ciclo in cui vedremo BTC rialzarsi spinto da un rinnovato entusiasmo, per poi frenare e cadere nuovamente. Un pattern che si ripete ormai con una certa regolarità.

L’anno lasciato alle spalle si è rivelato quello in cui abbiamo assistito al raggiungimento di un nuovo record (oltre 126.000 dollari in ottobre) e al quasi immediato crollo verticale. Chi sperava in una nuova età dell’oro grazie al secondo insediamento di Trump alla Casa Bianca (autoproclamatosi Crypto President) è rimasto deluso.
Non è più tempo di prendersi in giro: Bitcoin è uno strumento finanziario e di speculazione. Di quel progetto ideato da Satoshi Nakamoto ormai quasi vent’anni fa è rimasto il nome, di certo non la destinazione d’uso. Ciò che è stato pensato come una moneta virtuale alternativa a quelle delle banche centrali tradizionali è diventato un asset su cui investire con la prospettiva di generare una plusvalenza. I casi d’uso nel mondo reale sono molto rari.
A rimanere invariata è invece l’influenza di BTC sull’intero mercato delle criptovalute: quando traballa, traballano tutte. Il calo è generalizzato, sono ben poche quelle che sembrano reggere il colpo. ETH ha perso il 28% nell’ultimo mese (il 7% in 24 ore), XRP il 21%, DOGE il 27%.

