Adobe dice addio ad Animate, il software per le animazioni 2D. Ma le alternative non convincono i creativi

Aggiornamento del 4 febbraio 2026: Adobe ha deciso di non dismettere più Animate

Dopo 25 anni dal suo lancio, è tempo di dire addio ad Adobe Animate, il software incluso nella suite Creative Cloud dedicato alla realizzazione di animazioni 2D.

L’applicazione non sarà più disponibile a partire dal 1° marzoma i clienti che l’hanno già installata potranno continuare a utilizzarla, scaricare contenuti e ricevere supporto tecnico fino al 1 marzo 2027. Per i clienti enterprise, tale data è posticipata al 1° marzo 2029.

La mail informativa arrivata ai clienti Creative Cloud

In questa finestra di tempo sarà fondamentale scaricare tutti i propri progetti in un formato universale, che si possa utilizzare anche con altri software (ad esempio SVG, SWF o un tipico video MP4).

L’annuncio non stupisce più di tanto se si considera che da tempo Animate non riceveva aggiornamenti (è ancora fermo alla versione 2023) e nella conferenza annuale non se n’era parlato.

Stando a quanto dichiara Adobe, la decisione è stata presa poiché “con l’evoluzione delle tecnologie, emergono nuove piattaforme e paradigmi che rispondono meglio alle esigenze degli utenti”.

Non viene data una motivazione esplicita, ma si può intuire che l’azienda abbia intenzione di concentrare gli sforzi su nuove funzionalità, specialmente basate sull’intelligenza artificiale, che sta prendendo sempre più piede nella suite per creativi.

La scelta di dismettere proprio Animate deriva anche dal fatto che si tratta di un software facilmente sostituibile con After Effect, che permette una gestione più completa dei keyframes, e Adobe Express, piattaforma più accessibile che permette ai principianti di animare in modo semplice testo e immagini.

Tuttavia, i professionisti non sono d’accordo con ciò e ritengono che Animate fosse un software insostituibile per la realizzazione di animazioni 2D.

Questo annuncio ha dunque suscitato reazioni particolarmente negative, specialmente su X dove alcuni utenti auspicano che l’azienda possa rilasciare il codice sorgente affinché, grazie ai contributi della community, ne si possa continuare il supporto e l’integrazione di nuove funzionalità.


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