Il Ministero del Commercio cinese ha avviato un’indagine sull’acquisizione di Manus da parte di Meta. Verrà in particolare esaminare se la transazione rispetti le leggi sulle esportazioni e il trasferimento di tecnologie. Ci potrebbero essere anche implicazioni per la sicurezza nazionale.
Ennesimo scontro tra Cina e Stati Uniti?
Meta ha annunciato l’acquisizione di Manus il 29 dicembre 2026. La somma investita non è stata comunicata, ma dovrebbe essere circa 2,5 miliardi di dollari. La startup sviluppa agenti AI che possono eseguire autonomamente diverse attività complesse, tra cui ricerche di mercato, analisi dei dati e scrittura di codice. L’azienda di Menlo Park offrirà ancora i servizi di Manus e li integrerà anche nei suoi prodotti (Facebook, Instagram e WhatsApp).
Manus era un prodotto dell’azienda cinese Butterfly Effect. Successivamente è stata fondata l’omonima società e spostata la sede a Singapore, in seguito al round di finanziamenti guidato dalla statunitense Benchmark (che non sarebbe stato possibile in base alle restrizioni sugli investimenti in società cinesi).
Le autorità cinesi affermano che, nonostante lo spostamento della sede, i prodotti AI di Manus sono stati sviluppati in Cina. Il Ministero del Commercio valuterà se sono state rispettate le norme sulle esportazioni di tecnologie per le quale è obbligatorio chiedere una licenza.
Se verrà confermata la violazione delle leggi potrebbero essere inflitte sanzioni oppure il rispetto di determinate condizioni. In casi estremi, il governo cinese potrebbe bloccare l’acquisizione. In seguito allo spostamento della sede non è stato avviata nessuna indagine, ma ora è avvenuta l’acquisizione di tecnologie AI cinesi da parte di un’azienda “nemica” (l’accesso Facebook, Instagram e WhatsApp è bloccato in Cina).
Si tratta di una situazione analoga a quella di TikTok. La sussidiaria statunitense dovrebbe essere venduta entro il 22 gennaio ad un consorzio guidato da Oracle. L’amministrazione Trump e ByteDance hanno trovato un accordo, ma non è ancora arrivata l’approvazione dal governo cinese.


