La nuova capitale del rap americano è Conegliano Veneto

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Dice Wikipedia che “Conegliano (Conejàn in veneto, talvolta impropriamente indicato come Conegliano Veneto) è un comune italiano di 34 416 abitanti della provincia di Treviso in Veneto. È il più popoloso comune della provincia dopo il capoluogo”. Poi parla approfonditamente del suo fantastico Prosecco, del benessere diffuso sul territorio, della sua comunità ebraica.

Non cita, ma quello glielo aggiungiamo noi, il ruolo che la città veneta ha rivestito in alcuni dei più importanti progetti musicali degli ultimi anni. Una storia in cui, oltre al duro lavoro, ha un ruolo importante la casualità: quella che ha portato all’incontro di due coneglianesi (dice sempre Wikipedia, che aggiunge che il patrono è San Leonardo) dall’altra parte dell’oceano.

Il primo protagonista di questa storia è Maurizio “Irko” Sera, ingegnere del suono già titolare di uno spazio a Treviso, che nel 2006 è volato negli Stati Uniti, prima a NY e poi a Los Angeles, dove gestisce Beat3uno studio molto gettonato. Qualche nome con cui ha lavorato? Kanye West, Jay-Z, Andre 3000, The Weeknd, The Dilated Peoples, Mac Miller. E praticamente chiunque altro.

A un certo punto, sotto il sole californiano, incontra un suo concittadino arrivato da poco in città e lo prende a lavorare con lui. Si chiama Stefano Moro, e oggi anche lui è un nome che conta e parecchio nel rap game americano, campionato competitivissimo dove si è imposto grazie al suo lavoro sul mix e master di dischi monumentali. Come Donda e Vultures Vol. 1 di Kanye (che con l’Italia ha molto a che fare), giusto per citare un artista mezzo uomo e mezzo leggenda.

Stef, così lo chiamano tutti, ha messo le mani sulla musica di tanti altri grandi nomi, come Wiz Khalifa. E poi ci sono gli italiani. Il bravissimo Diss Gacha, che qua ci ha parlato di lui, e che per altro ha connesso con lo stesso Wiz nell’ultimo disco. Ma anche Vegas Jones, Tony Boy, Ele A e tanti altri.

Nell’ambito dell’ingegneria del suono il nostro Paese ha eccellenze assolute. Nella foto che apre l’articolo oltre a Moro, a sinistra, e Irko, in mezzo, c’è Riccardo Damian, con cui avevamo conversato qua a partire dalla “sua Uptown Funk. Abbiamo scambiato qualche parola con Stef Moro sulla sua storia, il suo ruolo. E Conegliano, naturalmente. 

Stef Moro in studio

Com’è questa storia che tu e il tuo socio siete di Conegliano ma vi siete conosciuti a LA? 

Esattamente! A 21 anni sono andato a Los Angeles senza contatti ne soldi, e neanche un buon inglese, sapevo di avere un compaesano che lavorava a New York con Jay-Z, Diddy e Kanye ma scopro su Facebook che si era trasferito a Los Angeles da poco, cosi gli ho scritto, e dopo esserci incontrati a un Chick Fil A di Hollywood nel lontano gennaio 2014 io e IRKO abbiamo subito iniziato a collaborare e mi ha dato la grandissima opportunità di farmi da mentore, che per un ragazzino da Conegliano sperso a Los Angeles con le conoscenze dell’audio ma nessuna esperienza di Industria Professionale, è stato chiaramente un miracolo e sono felice che questa sia ormai una collaborazione di 10 anni.

Che posto è Conegliano?

Conegliano è un paesino da 30.000 abitanti che sicuramente non gira attorno alla musica, sono comunque cresciuto con una compagnia di musicisti, produttori e rapper underground e in quegli anni si usava fare molti eventi e mi ha dato l’opportunità di poter fare esperienza con centinaia e centinaia di canzoni di generi diversi, fino a specializzarmi in quello che e attualmente il mio mestiere full time.

Come e dove ti avvicini alla musica?

Grazie al fatto che mio Padre è pianista/cantante, venni introdotto alla musica da piccolissimo, ma l’interesse inizio’ dopo che mi vennero prestati dei CD da una cugina dopo un viaggio a New York, si trattava di classici tra l’hip hop e il rock, 8Mile DVD, Illmatic, Hybrid Theory, Chocolate Starfish, Antichrist Superstar e una compilation di Lenny Kravitz, Vista la moda del crossover di quei tempo non avevo separato mentalmente i due generi, cosi ho iniziato a suonare la chitarra!

Con il socio Lester Nowhere

Come si decide di diventare ingegnere del suono?

Quando ero piccolo non avevo bene l’idea di cosa fosse un Mix Engineer, ero molto appassionato di suoni, la chitarra elettrica ti permette di sperimentare molto con gli effetti, successivamente ho iniziato a comprare strumentazione per potermi registrare, poi la mia band per le prove, poi le registrazioni ufficiali, poi gli amici, solo a certo punto a 19 anni mi sono ritrovato davanti alla scelta di prendermi responsabilità di uno studio molto grande con 2 soci o continuare con le mie band, ho speso tutti i giorni e le notti in quello studio per piu di due anni prima di spostarmi in America, tutt’ora dopo 10 anni non mi pento di quella scelta

Dove hai studiato?

Avendo lasciato la scuola a 15 anni per intraprendere svariati lavori musicali (il primo è stato vendere strumenti musicali in un negozio della mia città) non ho mai avuto il tempo di intraprendere una scuola a lungo termine, mi sono pero spinto a fare tutti i corsi possibili, e oltre al corso audio della mia scuola di musica dell’epoca (MMI Institute) ho seguito quasi tutte le certificazioni Pro Tools, Svariate Masterclass, e lezioni individuali con qualche collega. Se non le basi riguardanti l’audio, quasi tutta la mia esperienza lavorativa sia nel recording che nel mixing comunque viene dalla gavetta a Los Angeles.

Cosa hai imparato lavorando negli Stati Uniti?

Te le dico per punti.

– Speciazzarsi.
In America c’è molto piu l’idea di squadra anche quando si fa musica, ci si ritrova quasi sempre con gente nuova e come una persona chiama il proprio ruolo quello rimane, c’è totale rispetto delle parti, non capita quasi mai vedere un produttore registrare o mixare, o un engineer fare beats, un manager parlare di audio, etc.
– La forma.
È molto importante, se il tuo beat è bellissimo ma mandi un link che scade dopo una settimana, non metti il @ Instagram del produttore, chiave e bpm, hai molte meno probabilità di avere un placement rispetto a una base qualitativamente anche peggiore ma presentata bene, questo vale ovviamente in ogni campo.
– Le relazioni.
L’industria musicale è una rete di persone che collaborano per creare e vendere arte musicale, molte volte la differenza tra un ragazzo in cameretta a fare musica e un artista famoso è solo Relazioni
– Riconoscenza e onesta.
Per quanto anche io pensassi che questa potesse essere un industria enorme, di fatto non è cosi e essere persone oneste e riconoscenti.

Tre pregi e tre difetti del mercato discografico rap americano?

Pregi direi economie, internazionalità e storia. Difetti difficile dirlo contando che il Rap è cultura afroamericana, comunque dalla pandemia direi longevità, monetizzazione per gli artisti non mainstream, pericolosità in certi casi/situazioni.

Con Lester Nowhere, bravissimo produttore pratese che ha lavorato con Kanye West

Hai trovato più fatica a lavorare con gli artisti italiani che con quelli americani?

Ero focalizzato solo al mercato americano non avendo neanche clientela italiana all’epoca ne crediti, ho preso una pausa tra il 2015 e il 2022, finché Andry The Hitmaker e Vegas Jones sono venuti a trovarmi a Los Angeles e da dopo un mio viaggio in Italia un anno fa mentre ero a registrare Ye a Firenze, ho linkato con molti artisti e produttori italiani e ormai sto lavorando in parecchi dischi di cui sono molto fiero.

Come hai conosciuto Kanye?

Irko mi ha buttato dentro al progetto ancora nel 2021, all’inizio dovevo andare in Wyoming per le registrazioni ma non è andata in porto, per fortuna IRKO ha mixato Donda e mi ha reso parte del progetto, poi durante le registrazioni di Vultures 1 insieme a Ye e Ty$, e da quel momento stiamo lavorando, o con loro o con autori e produttori del team

Com’è lavorare con lui? 

Lavorare a distanza con lui non è troppo diverso da lavorare con molti artisti mainstream, essere nella sua stanza d’albergo mesi a registrare sicuramente molto impegnativo, poche ore di sonno, sempre pronto a tutto, tante ore vuote, e la cosa piu bella è conoscere e lavorare con tutti i diversi teams di creativi scelti da lui. Il mio lavoro principale è quello di Mixare e Masterizzare canzoni e non ho grande interesse nel seguire solo un artista, comunque è ed è stata una delle esperienze che piu mi hanno cresciuto, inoltre ho visto lavorare TY$ per la prima volta in vita mia, incredibile come possa registrarsi da solo e chiudere una canzone ogni 15 minuti da zero!

Cosa hai imparato lavorativamente da Wiz Khalifa?

Non prendere l’industria troppo seriamente, Wiz è una persona che da sempre si porta dietro i suoi amici storici piuttosto che altre celebrità, quando non lavora preferisce spendere il tempo in studio o a casa con gli amici, allo stesso tempo trova sempre l’occasione di registrare almeno 4/5 pezzi al giorno, e se non ha beats o idee chiede semplicemente nella stanza se qualcuno ha qualcosa da sentire per lui, cosi è partito il featuring con Diss Gacha.

In studio a LA

Un italiano che spacca?

Tony Boy, Goat e basta. Geolier, solo dopo averci lavorato insieme a Napoli ho capito quanto è forte a rappare, nulla da invidiare ai top players americani, bellissima persona. Thasup, trovo i suoi 2 dischi capolavori, sono curioso di come si trasformerà la sua arte nei prossimi 10 anni, per me il Kanye Italiano. 

In futuro cosa vuoi fare?

Il mio obiettivo finale è acquistare una Casa/Studio nelle colline di Hollywood e lavorare un po’ alla volta sempre di piu come produttore esecutivo e continuare a lavorare su musica che mi piace con artisti che stimo.


L’articolo La nuova capitale del rap americano è Conegliano Veneto di Dario Falcini è apparso su Rockit.it il 2024-06-28 15:26:00





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