I 50 dischi del 2024 più belli fino a mo’

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Luglio porta con sé sempre un bel sospiro di sollievo. Dopo aver passato la prima metà dell’anno con la testa immersa nell’oceano della musica italiana come gli struzzi nella sabbia, ecco che la discografia molla il colpo con l’arrivo del caldo vero (almeno da noi). È quindi il momento di fare un bilancio di quello che abbiamo ascoltato in questi primi sei mesi del 2024, capire cosa ci porteremo nella seconda metà dell’anno, cosa è destinato a lasciare un segno importante nelle nostre vite, cosa ci siamo persi (colpevolmente o volutamente a seconda dei casi). Ecco per voi 50 dischi tondi tondi, per provare a capire in che direzioni sta andando la musica italiana: dal rap all’afrobeat, dal pop al post punk, come sempre abbiamo cercato di tenere lo sguardo più ampio possibile. Ora sta a voi scorrere i titoli – in rigoroso ordine alfabetico per artista – e dire la vostra.

Addict Ameba – Caosmosi

Da Milano al resto del mondo e dal resto del mondo a Milano: la formazione degli Addict Ameba predica la multiculturalità come atto politico veicoalto dalla musica, e per farlo apre la frontiera della possibilità a un mondo sempre più chiuso e ostile invitando a entrare con loro in un flusso di energie tra afrobeat, ethio-jazz e latin rock. E ricostruire così le sbrindellate connessioni umane del presente.

Alda – Nel margine

I pensieri della rapper italo-albanese Alda nascono nel profondo e diventano lame che scavano nella carne senza pietà. Il suo disco Nel margine, in molti tratti intimo e autobiografico, è fatto di versi dettati dal dolore e dalla frustrazione, accavallati tra di loro per investirci sopra strumentali minimali di elettronica scorticata.

Anna and Vulkan – Andare, tornare

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Gli anni d’oro del grande Napoli, gli anni d’oro della musica partenopea che si prende tutto, il rap, il pop e poi questa derivazione del funk così fresca e accattivante da conquistare non solo l’Italia. Anna and the Vulkan è figlia legittima dei Nu Genea – ha pure il vulcano nel suo nome d’arte -, e nel suo ep d’esordio cambia lingua, cambia strumento, fa tutto con un disinvoltura impressionante. Anna ci guarda dall’Austria e ci spara addosso piccoli proiettili di vero Mediterraneo, tormentoni estivi dal groove micidiale, dediche alla sua Napoli piene di saudade.

Any Other – Stillness, stop: you have a right to remember

Come d’incanto, ecco il pianoforte, ecco i tasti a fare da nuova guida nella musica di Any Other. stillness, stop: you have a right to remember vive della complessità del suo titolo, è una raccolta di canzoni dolcissime nel suono, e severe nelle parole, in un dialogo di strumenti e di riflessioni mai così libere dagli schemi della forma canzone, nella musica di Adele Altro. Una folata di vento che spazza via i luoghi comuni, ristoro per chi non vuole sentirsi consolato a tutti i costi.

Arianna Pasini – Verso una casa

Il disco d’esordio da solista della cantautrice Arianna Pasini arriva dopo un lungo e lento percorso di levigazione dei brani, con ogni canzone plasmata con cura e dolcezza, così da farne venire fuori tutta l’anima delicata che cerca di trovare un punto di equilibrio sopra la precarietà. Un ascolto prezioso in cui isolarsi.

Clauscalmo – Passo Monteluna

Dopo l’ep Riviera Rivoli del 2022, Clauscalmo arriva alla prova-disco con Passo Monteluna, album che è un gioiello di folk “da camera” che ha la struttura di un viaggio fatto a piedi. Il tutto scritto come una poesia enigmistica del quotidiano e suonato con una cura immensa, che attraversa paesaggi alt folk con un’andatura imprevedibile.

Club Dogo – Club Dogo

La sbornia per il concerto epico di San Siro non è ancora passata, così come difficilmente passerà la foga che abbiamo mentre ascoltiamo questo disco, dieci anni dopo l’ultimo capitolo. Album omonimo, forse perché è un nuovo inizio, forse perché è un gran finale. Club Dogo non è un’operazione nostalgia, è la (ri)affermazione di uno status, la conferma che per fare il rap serve misura, l’immaginario migliore d’Italia, pochi ospiti, come in un gran gala.

Coca Puma – Panorama Olivia

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Coca Puma nasconde gli occhi dietro una quantità innumerevole di cappellini da pioggia, ma il suo sguardo è chiaramente visibile attraverso la sua musica, così speciale e chirurgica. Panorama Oliva è un disco d’esordio sorprendente, stringato e concetrato di suoni caldissimi. Sette brani e tre intermezzi che creano atmosfere ricchissime, piene di bassi panciuti e gran lavorio di tastiere, prima che intervenga la voce, e precipiti tutto nella terra del dream pop più avvolgente.

Cosmo – Sulle ali del cavallo bianco

Sulle ali del cavallo bianco è un disco di luce, pieno di spigoli e freddi campionamenti, che nascondono al proprio interno tutto il colore della dedizione di Cosmo – e Not Waving – nella produzione. Abbandonata momentaneamente la teoria del vecchio lavoro Marco è passato alle pure azioni, al racconto del cambiamento, al significato che hanno i corpi – e il loro degradarsi vitale – all’interno delle mura domestiche. Un mosaico di questioni private, tra le lacrime e il rave.

Couchgagzzz – Gosports!!!

I pugliesi Couchgagzzz sparano una siringa di steroidi al loro garage rock bello sgangherato, fino a trasformarlo in un animale imbizzarrito figlio dei Viagra Boys più lerci. Gosports!!! è la colonna sonora ideale sotto cui possono rifugiarsi gli underdog di tutto il mondo e da cui lasciarsi travolgere senza ripensamenti.

(Continua nella pagina successiva)


L’articolo I 50 dischi del 2024 più belli fino a mo’ di Gabriele Vollaro, Vittorio Comand è apparso su Rockit.it il 2024-07-04 10:58:00



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